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La protesta dei consiglieri regionali del Pd alla stazione Sfmr di Oriago: «È il simbolo dello spreco»

«La stazione Sfmr a Oriago di Mira è l’emblema dello spreco, una cattedrale nel deserto, un luogo simbolo delle fallimentari politiche del trasporto pubblico Veneto». Questa la denuncia fatta dai consiglieri regionali del Pd ieri mattina in via Ghebba ad Oriago con in testa il capogruppo Lucio Tiozzo e il vicepresidente della commissione Trasporti, Bruno Pigozzo. C’erano poi : Alessio Alessandrini, Piero Ruzzante, Claudio Sinigaglia, Graziano Azzolin, Stefano Fracasso Roberto Fasoli e Giuseppe Berlato. Tutti i consiglieri regionali avevano addosso pettorine gialle con la scritta “Zaia ci lascia a piedi”.

«Zaia», ha spiegato Tiozzo, «inaugura la Valdastico sud, un’altra strada che doveva rappresentare uno degli snodi cruciali del nuovo sistema di collegamenti ed interscambio, ma a distanza di un decennio dall’apertura, questa stazione ferroviaria con un parcheggio scambiatore da oltre 600 posti auto, voluta dalla Regione, si è rivelata una cattedrale nel deserto».

Da anni la stazione inserita nel sistema Sfmr è sottoutilizzata e nel degrado: è utilizzata come parcheggio per scambi di coppie e dai nomadi come campo sosta improvvisato.

I consiglieri del Pd hanno attaccato frontalmente l’Sfmr come opera incompiuta: «Il progetto della Metropolitana Regionale di superficie», hanno detto, «fu inserito nel 1990 nel Piano Veneto dei trasporti ed è ancora lontanissimo dalla sua realizzazione. Dopo l’avvio dei lavori nel 2001 l’opera si è completamente arenata e non è stata nemmeno completata la prima delle tre fasi previste. Nel rapporto regionale sugli appalti pubblici 2013, si riporta che sono 9 gli interventi compiuti che riguardano la metropolitana di superficie . Si tratta di una voragine da 70 milioni di euro».

Ma anche la questione dell’orario cadenzato dei treni finisce sotto le critiche del gruppo del Pd: «Ad un anno esatto dalla sua introduzione l’orario cadenzato non ha fatto segnare miglioramenti. L’obbiettivo annunciato di collegamenti ogni 30 minuti tra centri urbani e aree periferiche è un miraggio. Siamo di fronte ad un servizio a macchia di leopardo, lontano dall’essere efficace. Ci sono poi 30 milioni che la Regione deve pagare per i contenziosi persi in ambito di progettazione ferroviaria. La Regione, infine, a differenza di altre non investe un euro sulla rotaia».

Critiche dai consiglieri del Pd anche sul biglietto unico che «resta una chimera».

Infine sul nuovo orario invernale: «Oggi parte e, tanto per cambiare, le osservazioni di pendolari e sindaci del territorio veneto sono rimaste lettera morta. Non si ascolta chi sulla propria pelle ogni giorno vive questi disagi».

Alessandro Abbadir

 

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