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Gazzettino – La “retata storica”, Lezione per il futuro

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

18

dic

2014

IL LIBRO – A palazzo Prigioni la presentazione del volume dei cronisti del Gazzettino

Riconsiderare il costo della politica e i finanziamenti ai partiti, inasprire le pene per la corruzione, semplificare le procedure burocratiche, ribaltare completamente il contesto culturale. Sono solo alcune degli argomenti e delle proposte emersi ieri pomeriggio durante la presentazione del volume “Mose la retata storica” al Palazzo delle Prigioni, meta che non poteva essere più azzeccata in laguna per parlare dello scandalo che ha travolto Venezia.

Il volume, scritto dai giornalisti de “Il Gazzettino” Gianluca Amadori, Monica Andolfatto e Maurizio Dianese, è stato letto in alcune parti da tre studenti del liceo Marco Polo, che agli stessi giornalisti e ai magistrati presenti hanno poi rivolto domande e dubbi per un futuro diverso. Perché oggi il “sistema Mose” è diventato un precedente, metro di paragone per l’illegalità e la corruzione “sistematica” dove le mazzette, con il tempo, erano diventate veri e propri “stipendi” e anche “Tfr” per i soggetti coinvolti.

Al tavolo i magistrati che hanno guidato l’inchiesta coordinata dalla Guardia di Finanza, il procuratore aggiunto di Venezia Carlo Nordio e i pm Stefano Ancilotto e Stefano Buccini. «Occorre una rivoluzione culturale – ha detto Nordio – che comprenda un vasto programma di sistemi d’approccio alla corruzione: considerare le cause (costi della politica e avidità umana), migliorare ed estendere i reati antimafia, capire gli strumenti attraverso i quali la corruzione agisce e semplificare la normativa».

Al ruolo della magistratura si aggiunge quei giornalisti: «L’importanza dell’informazione è fondamentale – ha detto Amadori – oggi la carta è spesso sostitita da Internet ma occorre andare oltre le informazioni “spot” per approfondire le tematiche».

Tra i relatori anche il direttore de “Il Gazzettino” Roberto Papetti che ha ricostruito i passaggi fondamentali dell’inchiesta, esprimendo soddisfazione per il lavoro svolto dai giornalisti che l’hanno seguita in modo esauriente ed esaustivo, anticipando le altre testate.

A denunciare la corruzione dilagante anche il sociologo ed ex assessore Gianfranco Bettin il quale ha fatto riferimento al tema delle bonifiche di Porto Marghera e al business del turismo veneziano legato all’illegalità, ricordando la vicenda di Tronchetto: «Mai come oggi c’è estremo bisogno di garanti della legittimità», ha dichiarato.

 

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