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Alla fine il Ministero dell’Ambiente ha accettato di attivare l’Inchiesta pubblica sul progetto di scavo del canale Sant’Angelo Contorta.

Questo soprattutto in seguito all’insistenza dell’amministrazione comunale e del commissario Vittorio Zappalorto che si è speso per ottenere questo risultato, chiesto da una serie di associazioni veneziane: Italia Nostra, Ambiente Venezia, Gruppo25aprile, Gruppo di Studio Canale Contorta e Comitato No Grandi Navi–Laguna Bene Comune.

«Da più di un mese avevamo richiesto che il Comune stesso richiedesse l’inchiesta pubblica al ministero – spiegano i rappresentanti delle associazioni – per il silenzio inspiegabile seguito, abbiamo rinnovato prima la richiesta direttamente al ministro dell’Ambiente e, successivamente richiesto un’audizione al commissario. Il protrarsi del silenzio più totale – continuano – poteva rappresentare le pressioni sotterranee per evitare trasparenza sulle pesanti decisioni da prendere. Così lunedì abbiamo fatto un presidio davanti e dentro il Comune di Venezia per ottenere un incontro. Ora finalmente, in un colloquio rapido e franco, il sub commissario Natalino Manno ha annunciato che il ministero attiverà la procedura».

L’amministrazione comunale metterà a disposizione la sala consiliare e fornirà l’assistenza necessaria allo svolgimento del dibattito.

Non si tratta di un fatto da poco, perché questo tipo di istruttoria per le grandi opere si è svolta pochissime volte in Italia (nel 1998 per la valutazione del Mose, ad esempio). In altri paesi, come la Francia, la Gran Bretagna e i Paesi nordici questo strumento è addirittura obbligatorio per legge quando si approvano importanti opere pubbliche.

«Qui – commenta la docente Andreina Zitelli – invece, fino all’ultimo il Ministero non aveva nessuna intenzione di concedere la procedura. Per questo è un riconoscimento importante della nostra battaglia».

 

Consorzio Venezia Nuova, bilancio di un anno

Installate 21 paratoie alla barriera di Lido Nord, avviate le gare d’appalto per impianti e installazioni

Bilancio di fine anno per il Consorzio Venezia Nuova sul lavoro portato a termine nel 2014 per la realizzazione del sistema Mose, che proteggerà Venezia dalle acque eccezionali. Quello che sta concludendosi, secondo il Cvn, «è stato un anno impegnativo durante il quale è stato garantito il rispetto delle date di consegna dell’opera». Il Consorzio ricorda che sono stati conclusi i lavori di prefabbricazione di tutti i cassoni di alloggiamento delle paratoie e sono state eseguite come da progetto le operazioni di varo e di affondamento: sono stati posati, ogni 15 giorni, cassoni del peso di decine di migliaia di tonnellate ciascuno. Si è proceduto contemporaneamente – rileva il Cvn – in tutti e quattro i cantieri alle tre bocche di porto: 2 a Lido (Cavallino-Treporti e San Nicolò), 1 a Malamocco e 1 a Chioggia.

In totale i cassoni che costituiscono il sistema Mose sono 35: 9 a Lido Cavallino-Treporti, 9 a Lido San Nicolò, 9 a Malamocco e 8 a Chioggia”. “Nel 2014, inoltre, sono state installate tutte le 21 paratoie previste per la barriera di Lido Nord – prosegue il Cvn -, nel canale di Cavallino-Treporti, e a fine novembre è stata movimentata l’intera schiera. In totale le paratoie da installare in tutte le bocche di porto sono 78.

Il Consorzio, infine ricorda che sono state avviate le gare d’appalto per impianti e installazioni mentre si è lavorato per riuscire ad attivare già durante l’estate la conca di navigazione di Malamocco.

 

 

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