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L’annuncio del sub commissario Natalino Manno durante un incontro con i comitati in Comune

«Il ministero dell’Ambiente attiverà la procedura da noi richiesta. Un grande risultato democratico»

«Una grande vittoria per Venezia». Le associazioni non nascondono la loro soddisfazione all’indomani del’annuncio, comunicato ieri dal subcommissario Natalino Manno, che per il progetto del nuovo canale Contorta si farà «l’inchiesta pubblica» prevista dalla legge 152 del 2006.

«La mobilitazione dei cittadini ha ottenuto un bel risultato», commentano in una nota Italia Nostra, Ambiente Venezia, Gruppo 25Aprile, Comitato No Grandi Navi e gruppo di studio Canale Contorta Gds. Ieri mattina, dopo un lungo presidio delle associazioni davanti a Ca’ Farsetti, è arrivato l’annuncio.

«Il subcommissario», spiega il portavoce Luciano Mazzolin, «ha accettato di incontrarci e ci ha comunicato che il ministero dell’Ambiente attiverà la procedura di Inchiesta pubblica che avevamo richiesto. L’amministrazione comunale metterà a disposizione la sala consiliare di Ca’ Loredan e fornirà l’assistenza necessaria».

Cosa cambia rispetto all’iter in corso? «Che tutto si svolgerà in pubblico, con estrema trasparenza», dice Mazzolin, «i cittadini potranno decidere dopo aver preso visione degli studi e della documentazione. E finalmente le decisioni saranno prese in pubblico, e non nelle segrete stanze».

Una procedura attivata in parte anche per il progetto Mose, alla fine degli anni Novanta, con numerose riunioni nella sede provvisoria del ministero dell’Ambiente all’ex Pilsen di Bacino Orseolo messa a disposizione dal Comune. La Valutazione di Impatto ambientale era stata allora negativa, ma la politica aveva deciso di andare avanti lo stesso. Alla commissione Via si era sostituito il governo, prima con D’Alema, poi con Amato, decidendo di andare avanti.

«Se si fosse dato seguito a quanto emerso in quell’inchiesta», dice adesso Mazzolin, « certo quell’intervento non si sarebbe fatto o si sarebbe fatto in modo diverso, modificando il progetto e rendendo impossibili anche le successive corruttele».

Adesso i riflettori sono accesi sulla nuova grande opera del canale Contorta. Uno scavo di 8 chilometri in mezzo alla laguna, milioni di metri cubi da togliere per portare la profondità dell’attuale canale Contorta da due a dieci metri e mezzo, allargandolo fino a 120 metri.

«Unica soluzione», secondo il Porto, «per togliere le grandi navi da San Marco e farle entrare da Malamocco, mantenendo la Marittima».

Un intervento da 150 milioni di euro, interamente a carico dello Stato, che si dovrebbe concludere in un anno e mezzo. Ma adesso i tempi si allungano, le alternative sulo tappeto, all’esame della Via, sono ormai tre, con quella del porto fuori della laguna, a Punta Sabbioni e Marghera.

Adesso i confronti si dovranno fare in pubblico. E per la prossima stagione ancora non è chiaro quali saranno i limiti massimi consentiti.

Alberto Vitucci

 

Conclusi i lavori di prefabbricazione di tutti i cassoni di alloggiamento delle dighe mobili

In un anno installate 21 paratoie del Mose

VENEZIA L’approssimarsi della fine dell’anno è l’occasione per un bilancio dell’attività del Consorzio Venezia Nuova riguardo la realizzazione del Sistema Mose. Questo il bilancio tracciato dal Consorzio: «Il 2014 è stato un anno impegnativo durante il quale è stato garantito il rispetto delle date di consegna dell’Opera. Sono stati conclusi i lavori di prefabbricazione di tutti i cassoni di alloggiamento delle paratoie e sono state eseguite come da progetto le operazioni di varo e di affondamento, una sfida di ingegneria d’eccellenza nel rispetto di tolleranze al millimetro: sono stati posati ogni 15 giorni cassoni del peso di decine di migliaia di tonnellate ciascuno».

Continua la nota: «Si è proceduto contemporaneamente in tutti e quattro i cantieri alle tre bocche di porto: due a Lido (Cavallino-Treporti e San Nicolò), una a Malamocco e una a Chioggia. In totale i cassoni che costituiscono il Sistema Mose sono 35: nove a Lido Cavallino-Treporti, nove a Lido San Nicolò, nove a Malamocco e otto a Chioggia. Nel 2014, inoltre, sono state installate tutte le 21 paratoie previste per la barriera di Lido Nord, nel canale di Cavallino-Treporti, e a fine novembre è stata movimentata l’intera schiera. In totale le paratoie da installare in tutte le bocche di porto sono 78. Intanto sono state avviate le gare d’appalto per impianti e installazioni ed è stato messo in campo un grande impegno per riuscire ad attivare già durante l’estate la conca di navigazione di Malamocco».

Chiude il Consorzio: «A novembre, l’arrivo degli amministratori prefettizi inviati da Roma ha aperto un nuovo corso che mette il Consorzio Venezia Nuova nelle condizioni di un ulteriore sviluppo in ordine alla realizzazione della più grande opera idraulica al Mondo, il Sistema Mose, il cui obiettivo è la salvaguardia di Venezia e della sua Laguna».

 

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