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Mira. Gianpaolo Pamio è sicuro: «Stragi di volatili compiute per rifornire ristoranti e agriturismi»

Anitre e alzavole i bersagli preferiti. Raid compiuti di notte con barche adatte ai bassi fondali

MIRA «La laguna sud è terra di nessuno, un vero e proprio Far West in cui i bracconieri vanno a nozze, perché conoscono il territorio alla perfezione, mentre spesso chi deve fermarli non lo conosce altrettanto bene». Gianpaolo Pamio, responsabile della sezione Lipu Venezia (Lega italiana protezione uccelli), rilancia l’allarme dato dagli ambientalisti miresi che avevano segnalato stragi di anatre e alzavole indiscriminate nel territorio lagunare di Mira e Campagna Lupia.

Pamio va addirittura oltre. Per la Lipu i bracconieri in questo periodo di crisi economica, non agiscono a casaccio o per diletto, ma spesso fanno stragi di volatili per rifornire di selvaggina ristoranti e agriturismi dell’intera provincia. «Dalla Laguna sud» racconta «riceviamo mediamente ogni mese 2-3 segnalazioni di raid organizzati di bracconieri da parte di ambientalisti, ma anche da parte di cacciatori regolari, spesso intimiditi da gente che arriva di notte con delle barche. Arrivano spesso da Chioggia o dalle isole di Venezia e compiono stragi di volatili. È il numero di segnalazioni provenienti da un territorio specifico, più alto in assoluto dell’intera provincia».

Per la Lipu il modo di fermare queste persone ci sarebbe: potenziare il servizio di controllo della polizia provinciale, da parte delle associazioni faunistiche e da parte dei carabinieri. Anche questo però presenta dei problemi. «Chi compie i raid» dice Gianpaolo Pamio «è gente del posto o persone che conoscono la laguna alla perfezione. Quella della laguna sud è una zona piena di fondali bassi. Per chi si mettesse a inseguire i bracconieri senza conoscere il territorio, il rischio di piantarsi con la barca in secca sarebbe altissimo. Per questo chiediamo alla polizia provinciale e alle forze dell’ordine di coordinarsi e preparare persone in gradi di fermare i bracconieri in laguna».

Per la Lipu la destinazione della selvaggina abbattuta non può che essere quella dei tavoli di ristoranti e agriturismi di tutta la provincia. I raid fatti senza criterio dai bracconieri per la Lipu costituiscono anche un pericolo per le rotte migratorie degli uccelli. «Diverse specie che si rifugiano nella laguna di Venezia» dice «provengono dall’Europa dell’Est dove nel corso degli anni la caccia ha avuto poche regole. L’azione dei bracconieri rischia di far cambiare rotta così pure a tante specie protette che ora svernano in laguna».

«Ora stiamo a vedere» conclude Pamio «ma se la laguna gelerà chiederemo la sospensione della caccia (che continuerebbe fino al 31 gennaio, ndr)».

Alessandro Abbadir

 

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