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Redi: «Possiamo anticipare l’entrata in funzione delle paratoie a Malamocco»

«Il Mose può essere attivato a qualsiasi livello di marea. E in base a calcoli effettuati dai nostri tecnici, alzando anticipatamente le sole paratoie alla bocca di porto di Lido rispetto a quelle di Malamocco e Chioggia, potremmo risparmiarci anche le acque alte tra gli 80 e i 95 centimetri e mettere all’asciutto San Marco».

Parola di Hermes Redi, direttore generale del Consorzio Venezia Nuova. Che, richiamando le lamentele dei commercianti ed esercenti delle Procuratie Vecchie di piazza San Marco, sottoposti a continue criticità anche in presenza di maree medio-basse e tali da non incidere in modo significativo sul resto della città, dà un a notizia nuova: attraverso il recupero di 10-15 centimetri il sistema di dighe mobili potrebbe evitare problemi anche a loro.

«Certo, alzare le paratoie in circostanze del genere farebbe aumentare l’impiego del Mose in modo vertiginoso, dal momento che è stato pensato per le maree medio-alte, sostenute ed eccezionali – precisa Redi – Tuttavia, i 110 centimetri decisi a tavolino possono essere ridiscussi, e nulla esclude una sua operatività anche per acque alte al di sotto di quella quota. Da qui l’ipotesi della sola chiusura anticipata della bocca di porto di Lido, perché risolverebbe le criticità in area marciana senza andare a pregiudicare il traffico navale assicurato dalle bocche di porto di Malamocco e Chioggia. Ovviamente i calcoli sono ancora teorici, ma realistici e tutt’altro che cervellotici: per il passaggio dalle teoria alla pratica, è sufficiente essere d’accordo».

A Venezia l’invito alla riflessione del direttore generale del Consorzio non è una novità assoluta, dal momento che soluzioni al problema delle Procuratie Vecchie invase dall’acqua per gran parte dell’anno sono state sollecitate a cadenza periodica non solo dai titolari di negozi e caffè storici, ma anche dai vertici del Centro previsioni e segnalazioni maree.

«Quanto sottopongo all’attenzione delle autorità e dei cittadini non è una decisione esclusivamente nostra, ma un’ipotesi di lavoro da vagliare tutti insieme – continua Redi – Qualunque sia la decisione, noi ci adegueremo. Resta inteso che per l’area marciana il problema fondamentale sta nelle opere complementari progettate ma non più garantite dalla Legge speciale, e in carico a un Comune privo di risorse. La messa in sicurezza delle Procuratie, infatti, era connessa al rialzo delle rive e a un processo di impermeabilizzazione della piazza rimasto sulla carta. Per il quale è essenziale il rifinanziamento della Legge speciale».

Vettor Maria Corsetti

 

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