Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui

AMBIENTE – Per uno studio giapponese la temperatura è stata 0,63 gradi oltre la media del ventesimo secolo

ROMA – È arrivata dal Giappone la conferma: il 2014 è stato l’anno più caldo mai registrato da ben oltre un secolo. Secondo i dati di Jma, l’Agenzia meteorologica del Sol Levante, per riscontrare un livello simile a quello raggiunto nei passati 12 mesi si deve risalire al 1891. Il riscaldamento risulta essere costante e – dato preoccupante – senza l’effetto “El Nino”, la temperatura globale superficiale è stata di 0,63 gradi oltre la media del Ventesimo secolo, la più alta in assoluto. Su un periodo più lungo, il balzo è stato di circa 0,70 gradi per secolo.

La Japan Meteorological Agency è la prima delle quattro principali agenzie del pianeta a rilasciare l’elaborazione dei dati sul riscaldamento globale relativo allo scorso anno. Dagli altri tre enti, le americane Nasa e National Oceanic and Atmospheric Administration e la britannica Hadley Center, ci si aspetta, pur se con leggere differenza quanto all’esame delle temperature, una conferma generale sul preoccupante trend verso l’alto delle temperature nel corso dell’ultimo secolo. Un fenomeno in aumento dal 1891 e il 2014 è solo l’ultima tappa: tutti i 10 anni più caldi sono stati registrati dal 1998. Sempre secondo la Jma, il 2014 è risultato più caldo di 0,27 gradi sui valori medi del periodo 1981-2010. Gli altri tre colossi del settore rilasceranno a breve le rispettive elaborazioni confermando, nelle più che ragionevoli previsioni, che lo scorso anno è stato il più caldo mai segnato.

Alcuni scienziati temono un ulteriore aumento addirittura a breve, molto prima delle attese. I forti alisei nel Pacifico hanno probabilmente avuto l’effetto frenante sulle temperature medie globali, consentendo all’oceano di immagazzinare più calore del previsto. Il loro indebolimento naturale, verosimile in un prossimo futuro, porterà al rilascio del calore, a un passo più rapido. Già lo scorso mese l’Organizzazione Meteorologica Mondiale (Omm), agenzia specializzata delle Nazioni Unite, si era espressa negli stessi termini, presentando un choc a Lima in occasione della ventesima Conferenza Onu sul clima. «Il 2014 anno record assoluto di caldo – si poteva leggere nel rapporto – è dovuto fondamentalmente alle alte temperature mondiali, senza precedenti, sulla superficie del mare, che molto probabilmente si manterranno al di sopra della norma fino alla fine dell’anno».

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui