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Domani l’audizione in quinta commissione di Silvano Checchin che si farà portavoce del disagio dei Comuni: «Cardiochirurgia di Mirano non si tocca. Chiederò lumi sull’idea di ospedali di rete»

MIRANO – Silvano Checchin in audizione domani in quinta commissione regionale Sanità per chiedere la modifica delle schede di dotazione ospedaliera. Il neopresidente della conferenza dei sindaci dell’Asl 13 anticipa gli argomenti dell’incontro e lancia la sfida: «Rivedere la specializzazione dei presidi di Dolo e Mirano e ottenere i finanziamenti necessari per la messa a norma dei due ospedali».

Il primo cittadino di Spinea, eletto da poco presidente della conferenza dei sindaci di Miranese e Riviera, affronta la dura partita della sanità locale per la prima volta e va dai commissari dopo il nullaosta alla riorganizzazione dell’Asl da parte della giunta regionale.

«Chiederò un approfondimento dell’idea di ospedali in rete e della specializzazione in polo medico per Dolo e chirurgico per Mirano. È un modello che nelle altre Asl venete organizzate in due sedi ospedaliere non viene praticato: perché, quindi, solo nell’Asl 13 dovrebbe funzionare?».

Per Checchin la questione non è solo organizzativa: «Questa Asl è in avanzo e da tempo ha eliminato tutti i doppioni. Siamo di fronte a una situazione già ottimale: si può razionalizzare ulteriormente, per carità, ma il modello di due ospedali specializzati non è la soluzione».

Spinosa, inoltre, la questione di Cardiochirurgia a Mirano: «Tutti d’accordo che debba lavorare in stretto contatto con Mestre, ma integrazione non significa chiusura, come invece si deduce dall’atto aziendale». Anche in questo caso la questione è economica: «Lavorare in sinergia significa creare un polo di eccellenza tra Mestre e Mirano, che in prospettiva deve diventare una risorsa per il territorio, visto che i punti di eccellenza porteranno risorse aggiuntive alle singole Asl».

Centrale, insomma, resta il nodo dei finanziamenti: «La Regione deve mettere a disposizione i fondi: se non arrivano, il ragionamento su come specializzare e mettere in rete gli ospedali diventa inutile. Mi riferisco in particolare ai 20 milioni di euro necessari per mettere a norma e rendere funzionale l’ospedale di Dolo e realizzare il terzo monoblocco a Mirano. Se arrivano i soldi, questa Asl si salva, altrimenti saranno solo problemi e se pensano che il territorio starà a guardare, si sbagliano».

Checchin arriva in Regione forte dell’appoggio dei sindaci, dei residenti (che hanno raccolto firme a favore del mantenimento dello status quo) e dei comitati. Il “Salvioli” in particolare sottolinea la necessità di rivedere, con urgenza, le schede ospedaliere partendo proprio dalla commissione regionale: «Le recenti delibere bipartisan assunte all’unanimità dai consiglieri regionali veneziani impegnano la giunta a sospendere gli atti aziendali sulla Cardiochirurgia miranese», ricorda il coordinatore Aldo Tonolo.

Filippo De Gaspari

 

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