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Nuova Venezia – L’incognita off shore e le crociere

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

8

gen

2015

Due temi strategici. Intanto, dieci anni dopo, ci si accorge che la conca è piccola

Marghera e il porto. Una possibilità di espansione che dipende anche dal futuro di molti progetti sul tappeto. L’ex assessore all’Urbanistica Roberto D’Agostino ha proposto di attrezzare le banchine dell’ex Zona industriale dismessa per ospitare le grandi navi passeggeri. Progetto presentato al ministero dell’Ambiente per la Valutazione di Impatto ambientale. È una delle alternative alle grandi navi davanti a San Marco, insieme al nuovo terminal a Punta Sabbioni e allo scavo del canale Contorta, anche questi all’esame della Via.

Il futuro dipende anche dalla nuova piattaforma off-shore, costo due miliardi e duecento milioni, dove il Porto vorrebbe far attraccare le petroliere e le grandi navi cargo oceaniche. Progetto ambizioso, per cui il governo non dà finanziamenti. Necessario, secondo il Porto, a garantire un futuro allo scalo veneziano. Anche perché, pur con dieci anni di ritardo, ci si accorge oggi che la conca di navigazione, costruita dal Consorzio Venezia Nuova a Malamocco nell’ambito del progetto Mose, non è sufficiente a far passare le navi di grandi dimensioni, superiori ai 280 metri di lunghezza.

Eppure era stata proprio l’amministrazione presieduta dal sindaco Costa, attuale presidente del Porto, a mettere fra le condizioni per il via libera al Mose la costruzione della nuova conca. 250 milioni di euro di spesa, qualche anno di lavori. E adesso il collaudo, salvo scoprire – ma tutti lo sapevano dal 2003 – che le dimensioni della conca sono (relativamente) limitate. Non consentono nemmeno l’ingresso delle grandi navi passeggeri, dunque renderebbero inutile anche lo scavo del canale Contorta. Anche se in realtà durante la stagione croceristica, in estate, le alte maree-– e dunque la necessità di chiudere le dighe mobili – non sono frequenti. Lo scopo, si leggeva allora nell’ordine del giorno del Consiglio comunale, sarebbe stato quello di separare l’attività portuale dalla tutela della laguna, consentendo un leggero rialzo dei fondali. In realtà i fondali sono stati scavati e la conca costruita. Costosissima ma troppo piccola.

Alberto Vitucci

 

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