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Abbassa le saracinesche dopo 64 anni, al suo posto arriva una rivendita di kebab. Allarme dell’Ascom: «Alla fine del 2014 hanno chiuso i battenti decine di attività. C’è un’emergenza economica e sociale»

MIRA – Mira si spopola di storici negozi di vicinato, con l’inizio dell’anno perde un’altra storica attività, la cartoleria Rizzo che dal 1949 cioè da 64 anni si trovavano lungo la brentana a ridosso del Naviglio del Brenta. Una parte delle cartolerie Rizzo diventerà un negozio di vendita di kebab, mentre la maggior parte di quello che era il negozio e l’area espositiva hanno da qualche giorno appeso un cartello vendesi e affittasi.

Non è il solo negozio che è stato chiuso ho a cambiato gestione. Ad Oriago con l’inizio dell’anno ha chiuso il negozio “La Tosca” storico ortofrutta che si trova in via Venezia. A Marano ha chiuso poi l’attività Paolo Fassina che gestiva un piccolo supermarket di alimentari in via Caltana.

A spiegare il perché della chiusura, è lo stesso titolare delle cartolerie Rizzo, Silvio Rizzo. «Aprii questo negozio», spiega l’anziano esercente, «nel lontano 1949. Per generazioni ha rifornito di quaderni, libri matite e tutto l’armamentario delle scuola generazioni di miresi. Alla sezione cartoleria nel tempo si è aggiunta anche la sezione profumeria e articoli da regalo. Avevamo una decina d’anni fa parecchi dipendenti e alla fine ho dovuto licenziare tutti e 4 quelli che erano rimasti con la chiusura che è scattata con l’inizio dell’anno».

Silvio Rizzo lancia una accusa. «Non abbiamo chiuso completamente l’attività perché avevamo due sedi», dice, «una a Mira e l’altra a Dolo e quella di Dolo non ha problemi e resta aperta la gestiremo in famiglia. A Mira invece sia per la crisi che per problemi logistici era impossibile rimanere. Nel corsi dei decenni abbiamo chiesto a tutte le amministrazioni che si sono succedute di risolvere il problema della carenza dei parcheggi ma nessuno l’ha mai fatto. Si aprono solo centri commerciali e questi sono i risultati».

Intanto anche dall’ Ascom della Riviera arriva l’allarme. «Purtroppo», spiegano Adelino Carraro e Ennio Matterazzo, rispettivamente presidente e vicepresidente dell’associazione di categoria, «i negozi storici che hanno chiuso a Mira e nel comprensorio, con la fine del 2014 e l’inizio 2015 sono decine. Si tratta per lo più di attività che rappresentavano un punto di aggregazione per la cittadinanza, negozi di vicinato insomma dove la gente si trovava, chiacchierava del più e del meno e si confrontava. Oltre ad un problema economico si tratta così di un grave problema sociale».

Sulla stessa linea il presidente della Conferenza dei sindaci della Riviera Alessandro Campalto: «I bar», spiega Campalto, «e le pasticcerie finiscono in mano spesso a gestori cinesi che le chiudono poi nel giro di qualche mese. Per colpa delle grandi catene commerciali spariscono negozi di vicinato. In che tipo di paesi vogliamo vivere? Bisogna agire di concerto con le categorie per fermare questa deriva anche con nuove iniziative ad hoc ».

Alessandro Abbadir

 

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