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Le grandi opere

Uno spiraglio di luce in fondo a un tunnel imboccato nel 2004. Una soluzione percorribile per realizzare il Grande raccordo anulare (Gra) di Padova, ovvero il completamento dell’anello delle tangenziali intorno alla città tramite finanza di progetto, c’è ed è “certificata” da un parere legale acquisito dalla società Gra di Padova Spa. Per questa ragione il 9 febbraio prossimo (10 febbraio in seconda convocazione) gli azionisti della società presieduta da Luisa Serato saranno chiamati ad approvare un aumento di capitale della stessa da 750mila euro.

Il nodo. Tutto ruota intorno all’eliminazione della camionabile, il tracciato di 17 chilometri a pedaggio a due corsie destinato a correre a fianco dell’idrovia Padova-Venezia, previsto nel project financing presentato da Gra Spa e dichiarato di pubblico interesse dalla giunta regionale nel 2008.

Secondo lo studio legale Biagini, l’eliminazione della camionabile non rischia di far venire meno la dichiarazione di pubblico interesse se è la stessa Regione a chiedere alla società che ha proposto il progetto di stralciare la camionabile.

Su questa ipotesi, già alla fine dello scorso anno, si erano trovati d’accordo il governatore Luca Zaia e il presidente della Gra Spa Serato rimandando, però, il tutto a una verifica tecnica. E su questo si è cautelata la società controllata da Autostrade Serenissima (l’ex Venezia-Padova, dove Mantovani ha il 35%) chiedendo un parere legale allo studio guidato da Alfredo Biagini, noto avvocato ed ex presidente di Concessioni autostradali venete (Cav). Il quale, in buona sostanza, definisce possibile la modifica del project stralciando la camionabile, opera molto contesta dai sindaci di tutta la parte sud della Riviera del Brenta.

L’aumento di capitale. Il socio di maggioranza della Gra di Padova Spa, Serenissima, ci crede. L’assemblea fissata per la seconda settimana di febbraio sarà chiamata a dare il via libera a un aumento del capitale sociale da 2,5 milioni di euro a 3,25 milioni attraverso l’emissione di 7.500 nuove azioni del valore di 100 euro ciascuna. Resta da capire chi, oltre a Serenissima, sottoscriverà. Autostrada Brescia-Padova (che di Gra di Padova Spa detiene il 40% delle azioni) pare non essere proprio dell’avviso. E lo stesso dovrebbe valere per la Camera di commercio di Padova che ha recentemente cercato di cedere il suo uno per cento. L’asta, però, è andata deserta. A salire in modo più che proporzionale alla sua attuale partecipazione (4 per cento) potrebbe essere il Consorzio Cdp via Maestra.

Le incognite. Parallelamente all’aumento di capitale, il promotore del project financing (società che a fronte della realizzazione dell’opera avrà in gestione la stessa) darà mandato per effettuare una verifica di “attualità” del progetto senza la camionabile. La quale, essendo stata prevista come strada a pedaggio, avrebbe garantito una parte del ritorno sull’investimento (732 milioni di euro l’ultimo costo complessivo, quindi camionabile compresa, di cui si ha traccia). Va quindi rivista e verificata la sostenibilità finanziaria del progetto oltre che quella “legale”.

Non bisogna dimenticare poi che prima di approvare il bilancio 2013, Serenissima (quindi l’azionista di maggioranza di Gra Spa) ha infilato cinque rinvii dell’assemblea dei soci. Ultimo aspetto da tenere in considerazione è il prossimo appuntamento con le elezioni regionali.

Al netto di possibili (o meno) cambi a palazzo Balbi, infatti, la tornata finirà sicuramente per incidere quanto meno sui tempi dell’iter. Sempre che le tessere del puzzle finanziario vadano tutte al loro posto.

Matteo Marian

 

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