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Gazzettino – A4, si’ dell’Europa ma via quel decreto

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

15

gen

2015

TRIESTE – Sospetta violazione del principio di libera concorrenza: è su questa base che la Commissione europea ha avviato una procedura di pre-infrazione, chiedendo spiegazioni all’Italia, sull’articolo 5 della legge Sblocca-Italia, quello che consente alle concessionarie autostradali di conseguire proroghe in presenza di tariffe calmierate e di massicci investimenti infrastrutturali di rilievo strategico.

Del resto il superamento di questa norma è una delle due condizioni che Bruxelles pone al Governo italiano per accettare l’attivazione di tre “servizi economici d’interesse generale” per le opere in programma da parte di Autovie Venete, Autobrennero e Gruppo Gavio (autostrade del Nordovest). L’altra condizione, della quale il Gazzettino ha già in parte riferito, è che l’Italia recepisca alla velocità della luce la direttiva europea 23 del 2014, che spiana la strada alla proroga di fatto delle concessioni autostradali purché si facciano i lavori d’interesse europeo, come il completamento della terza corsia Venezia-Trieste (o più propriamente Quarto d’Altino-Villesse).

Secondo le autorità europee l’articolo 5, che oltretutto prevede proroghe in presenza di aggregazioni fra concessionari (la scadenza per tali operazioni è stata appena fatta slittare a fine giugno 2015), pone un eccesso di complessità procedurali, ma in particolare consente di modificare i contratti in essere (le gestioni autostradali) sulla scorta della richiesta dei singoli operatori e non su input dell’autorità di governo. Infine, l’articolo 5 condiziona al nulla-osta europeo una serie di operazioni che in parte esulano dalle competenze comunitarie.

Pertanto per portare a casa di Autovie Venete una proroga della concessione che arrivi verosimilmente fino al 2038 (ma si comincia a parlare di un accorciamento di tale termine forse al 2032), l’Italia deve impegnarsi a varare rapidamente un decreto che contenga tre provvedimenti: 1) recepire il via libera “condizionato” che Bruxelles tende a concedere; 2) recepire la direttiva 23 del 2014; 3) superare l’articolo 5 della legge Sblocca Italia.

A tanto è approdato l’intenso lavoro, anche nel periodo natalizio, della task-force bilaterale fra i tecnici del Governo italiano e quelli di tre Direzioni generali europee: quella per la libera concorrenza, che coordina la gestione del dossier autostradale italiano, quella del mercato interno e quella dei trasporti. Ora però è il momento di passare la palla alla politica: in queste ore si sta sviluppando infatti un confronto fra il commissario per la concorrenza, la danese Margrethe Vestager, e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Luca Lotti, affiancato da Maurizio Maresca nella qualità di consigliere personale giuridico-economico del premier Matteo Renzi, ed esponenti di primo piano del Ministero delle Infrastrutture.

La carne al fuoco c’è tutta e le probabilità di sblocco, sebbene non manchino i venti contrari, sembrano presentare quotazioni piuttosto elevate.

Maurizio Bait

 

AUTOVIE VENETE / LE BANCHE

Dopo la “fuga” di azioni da Friulia profumo d’intesa sui soldi ai cantieri. E diventa possibile trattare con Cav

TRIESTE – Le banche che stanno perfezionando il concambio di azioni fra Friulia e Autovie Venete esercitando l’opzione prevista dai patti parasociali cominciano ad interessarsi assiduamente della situazione gestionale e finanziaria della società concessionaria. Un interessamento fatto di richieste di documenti e chiarimenti e che potrebbe preludere, al di là dei mutati assetti azionari della Spa, anche a un negoziato per finanziare una parte dei lavori mancanti alla terza corsia A4.

Lo scenario, finora mai preso in considerazione, sta infatti assumendo una forma non evanescente, considerando che l’azionista finanziatore diretto del progetto permetterebbe meno intralci, tempi più stretti, rapporti più fluidi.

Molto dipenderà dall’esito (e dai suoi termini) della “pratica europea” che vive in questi giorni fasi cruciali per l’allungamento della concessione autostradale, attualmente in scadenza il 31 marzo 2017.

Il rapporto di concambio ratificato dalla Giunta regionale è di un’azione di Friulia per 3,05 azioni di Autovie (rapporto valutabile come molto favorevole ai soggetti privati), con l’autorizzazione a Friulia ad acquisire fino al 10% del capitale sociale, pari a 27,523 milioni di euro. Ad esercitare il concambio sono Cassa di di risparmio del Fvg, Unicredit, Banca Popolare FriulAdria, Banca nazionale del lavoro, Assicurazioni Generali, Banca di Cividale, Banca popolare di Vicenza, Banca Antonveneta (ora Banca Monte dei Paschi di Siena), Finanziaria delle Banche di credito cooperativo del Fvg e Allianz.

Matrimoni. Novità anche sul fronte delle possibili aggregazioni societarie: la Cav, che gestisce il Passante di Mestre, avrebbe abbandonato la prospettiva di finanziarsi con l’emissione di bond per saldare i conti della costruzione della grande opera veneta.

Tale condizione pone Autovie Venete (e la Regione Friuli Venezia Giulia con la Regione Veneto) nella condizione peraltro auspicata dai presidenti Luca Zaia e Debora Serracchiani: confrontarsi sulla possibilità di concambiare quote sull’asse Venezia-Trieste, che sono curiosamente proprio i due terminali della terza corsia.

In una seconda fase il discorso potrebbe coinvolgere la Brescia-Padova, in procinto di cambiare a sua volta assetti azionari poiché Intesa-San Paolo ha posto in vendita il suo pacchetto di A4 Holding, che controlla la gestione di questo tratto di A4. Ma anche tale concessione sta per scadere, anzi scade quest’anno. E la sua proroga è tutta da scrivere, a maggior ragione se si dovrà por mano all’articolo 5 della legge Sblocca Italia (vedi l’altro servizio) che consente proroghe in presenza di aggregazioni fra concessionari.

M.B.

 

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