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SAN DONÀ – Disagi in stazione a causa di un guasto per circa 250 pendolari

Nel treno come in carcere

Il convoglio bloccato per 40 minuti senza gabinetti, con porte chiuse e luci spente

Ostaggi del treno per 40 minuti a San Donà. È quanto accaduto a circa 250 pendolari giovedì scorso, saliti sul treno 2695 in partenza da Venezia alle 16.41 e con arrivo previsto a Portogruaro alle 17.36.

«Il treno arriva a San Donà di Piave alle 17.20 con il (solito) ritardo di 5 minuti – spiega Daniela Gasparoni, una dei pendolari che ha segnalato il disagio – Riparte e si ferma dopo pochi metri per un guasto. Dopo circa 15 minuti di attesa senza alcun annuncio, alcuni di noi, me compresa, tentano di aprire le porte esterne che risultano chiuse. Tentiamo di comunicare con il capotreno che si trova nella prima carrozza ma le porte di interconnessione tra i vagoni sono chiuse. Sono chiuse anche le toilette e l’aria condizionata è al massimo, le luci si spengono. Tengo a precisare che il treno si trovava ancora sul marciapiedi. In pratica ci siamo trovati ostaggi del nostro mezzo di trasporto».

Nel frattempo i pendolari notano che il treno 10043, partito da Venezia Mestre alle 16.57 con arrivo a Portogruaro alle 17.55, sorpassa il convoglio fermo e se ne va a destinazione.

«Il funzionario si decide ad aprire le porte solo dopo molte, infinite ed esasperate richieste al capotreno dai passeggeri della prima carrozza – continua la donna – sono passati ormai 40 minuti. Viene fatto l’annuncio del guasto e comunicato che «abbiamo facoltà» di salire sul treno 10045 che arriva a San Donà con un ritardo di soli 10 minuti, con comodo. Il capotreno è stato poi «assalito» dai viaggiatori furibondi. Non mi interessa stabilire la responsabilità ma questi «dirigenti» si rendono conto che il passeggero ha diritto ad arrivare a casa perché ha un impegno, ha bambini incustoditi, ha genitori da accudire, ha visite mediche da fare, perché paga il biglietto? I viaggiatori anziché alle 17.36 sono arrivati alle 18.40 a Portogruaro, nonostante l’aumento delle tariffe dal 1° gennaio 2015».

La segnalazione del disagio è pervenuta anche al Comitato Pendolari del Veneto Orientale che segnala come sempre giovedì siano stati soppressi anche due treni mattutini, il regionale delle 7,06 da Portogruaro a Mestre e il regionale delle 8,57 nella direzione opposta.

Davide De Bortoli

 

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