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«Il Venice Blue Flag nel 2014 non è stato sottoscritto ed applicato. Le compagnie crocieristiche e il Porto di Venezia, approfittando della crisi causata dagli eventi che hanno portato al Commissariamento del Comune, non hanno sottoscritto alcun accordo e sicuramente hanno utilizzato carburanti meno costosi, e più inquinanti». La denuncia è di Ambiente Venezia, che interviene a proposito della ricerca europea del Cnr in cui si evidenzia che tra il 2007 e il 2012 i dati sullo smog sono stati più confortanti grazie alle misure di contenimento del livello di zolfo nei carburanti utilizzati dalle navi.

«Se si sono fatte rilevazioni nel corso del 2014 con le stesse metodologie presentate durante il convegno “Qualità dell’aria in città portuali del Mediterraneo” – che si è tenuto il 24 novembre scorso nel nuovo Campus Scientifico dell’Università Ca’ Foscari in via Torino – i dati saranno sicuramente peggiori di quelli illustrati per gli anni precedenti».

La prova di quanto sostiene Ambiente Venezia è in una nota di Autorità portuale in cui si dice che Venezia aveva esteso volontariamente l’obbligo di riduzione di carburanti a base di zolfo anche alla fase di transito in laguna sulla base dell’accordo Blue Flag II, che però non è stato rinnovato per il venir meno della proposta del Comune.

Sulla vicenda prende posizione anche Garanzia civica che ricorda che a proposito di inquinamento da PM10, l’analisi dei dati dei rilevamenti sulla qualità dell’aria Arpav (espressi come microg/m3) mostra per il 2014 un miglioramento ma che va ben analizzato: «È stato comunque superato per l’ennesima volta il limite di 35 sforamenti per anno; secondo, le condizioni meteo (precipitazioni e temperature) hanno facilitato l’abbattimento delle polveri sospese. Insomma l’inquinamento non è sceso per un intervento dell’uomo ma semplicemente perché sono più frequenti le piogge! Senza contare che i valori più elevati di polveri si registrano nel periodo invernale quando le navi non sono presenti».

 

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