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L’accusa era pesante: traffico di rifiuti. Ma il procedimento è rimasto fermo per anni e, di conseguenza, ieri pomeriggio il giudice Enrico Ciampaglia, è stato costretto a dichiarare per tutti gli imputati il non doversi procedere per intervenuta prescrizione, accogliendo l’istanza presentata dalla difensa.

Sotto accusa figuravano gli imprenditori Loris Candian, ex titolare della “Cal”, Sandro Rossato, titolare della “Rossato”, Michele Bernardi e Roberto Scantamburlo, dirigenti della “Rossato”, Tiziano e Nicola Lando, titolari della “Ecolando”.

Il presunto traffico di rifiuti pericolosi risale al 2003 ed era venuto alla luce nel 2005, quando Sandro Rossato, Bernardi e Candian furono arrestati con l’accusa di aver smaltito in maniera illecita le vecchie traversine ferroviarie che, nonostante siano impregnate di una sostanza altamente cancerogena, il creosoto, venivano riutilizzate per realizzare palizzate da giardino e mobilio finiti nelle case e nei giardini di mezza Italia. Al processo si era costituita parte civile la Provincia di Venezia con l’avvocato Elio Zafalon. Gli imputati erano difesi dagli avvocati Stefano Marrone, Federica Santinon e Giovanni Vasoin De Prosperi.

 

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