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SANITÀ

«Reparti trasferiti solo a lavori finiti»

Il direttore Gumirato risponde ai comitati: «Garantiremo qualità in un’ottica di integrazione»

PIANO DETTAGLIATO – La “slide” dell’Asl 13 con gli interventi previsti nell’area ospedaliera di Dolo

«Ecco come investiremo i 28 milioni di euro degli ospedali di Dolo, Mirano e Noale: la parola d’ordine è sicurezza». Il direttore generale dell’Asl 13 Gino Gumirato ha illustrato ieri il Piano degli investimenti triennale dell’Asl, pari a 28,12 milioni di euro, alla quale lo scorso 18 dicembre 2014 la Commissione regionale per l’investimento in Tecnologia ed edilizia (Crite) ha dato il via libera. Oggi a disposizione ci sono già 19,56 milioni di euro, 9,36 dei quali già finanziati dalla Regione e 10,20 autofinanziati dall’Asl stessa.

«L’investimento che ha approvato la Regione dimostra che questa Asl, seppur limitrofa a due realtà importanti come Padova e Venezia – ha sottolineato Gumirato – con i suoi ospedali e i suoi servizi è un’Azienda che mantiene la sua centralità per un territorio vasto e complesso. In questo modo garantiremo qualità e sicurezza ai nostri cittadini, in un’ottica di integrazione efficiente e rivolta al futuro».

Il direttore ha illustrato ospedale per ospedale le varie tempistiche e priorità. «Le schede ospedaliere prevedono il trasferimento di alcuni reparti – ha spiegato Gumirato. – Il trasferimento di Chirurgia, Ortopedia e Urologia da Dolo a Mirano, la Neurologia e l’Oncologia da Mirano a Dolo e poi la lungodegenza da Noale a Dolo con l’aggiunta di 25 posti letto di riabilitazione e la Dialisi da Noale a Mirano. Ma per procedere a questi trasferimenti dovremmo prima aver attuato il piano degli investimenti triennale ed aver concluso i lavori previsti».

Tutto il piano, che non è vincolato da alcuna alienazione degli immobili da dismettere è incentrato sulla messa in sicurezza antisismica degli ospedali e Dolo, con un monoblocco da sei piani che oggi ospita anche Pronto Soccorso, Ortopedia, Ginecologie Ostetrica è il punto più debole.

«Non voglio che accada quanto successo a Modena nel 2012 – afferma Gumirato – che alla seconda scossa di terremoto dovemmo chiudere tre ospedali su quattro mentre pazienti e feriti furono trasferiti in un ospedale da campo della Protezione Civile».

 

IL PROGETTO PER DOLO

Sicurezza, interventi antisismici anche nel vecchio monoblocco

DOLO – Il Piano triennale prevede investimenti a Dolo per 14,2 milioni di euro con realizzazione di un nuovo mini monoblocco da 2000 metri quadrati collocato nell’area dell’ex Pronto Soccorso.

«Il primo step riguarda, entro il 2015, la messa in sicurezza dell’ospedale ed in particolare del vecchio monoblocco – ha affermato Gumirato. – Nell’ingresso sud verranno create due nuove sale operatorie antisismiche (che si aggiungono alle sei esistenti), collegate da nuovi ascensori di sicurezza a tutti i reparti. Ciò consentirà la continuità assoluta di servizio durante i lavori previsti in tutto il complesso (messa in sicurezza di impianti, scale antincendio e ascensori, che oggi sono in parte promiscui). Quest’anno inizieranno le procedure, e speriamo anche l’avvio dei lavori, del nuovo monoblocco da due piani, un piano da 1000 mq per il nuovo Pronto Soccorso e il secondo piano per la piastra radiologica. Non si stratta di un “prefabbricato” come ha detto qualcuno – ha evidenziato Gumirato – ma di una struttura altamente tecnologica, realizzata con materiali antisismici ma di semplice e veloce realizzazione».

Nel piano di investimenti si prevede la sistemazione dell’ingresso sud del vecchio monoblocco, con la creazione di un punto informativo, di una sala d’attesa e della nuova accettazione del Day Hospital Oncologico. Previsto anche l’ampliamento della sala d’attesa del Centro Unico di Prenotazione. Il Punto Prelievi verrà spostato presso il nuovo Cup, vicino all’ingresso di via Arino, da piazza Mercato.

L.Gia.

 

A MIRANO – Nuova centrale di sterilizzazione e trasferimento della Dialisi

All’ospedale di Mirano verrà trasferita la Dialisi di Noale e verrà realizzata una nuova centrale di sterilizzazione. «Gli investimenti complessivi per l’ospedale di Mirano, che ha comunque un monoblocco a due piani e non a sei come Dolo e di più recente costruzione – ha spiegato Gumirato – ammontano a 8,2 milioni di euro».

Oltre al trasferimento della Dialisi da Noale a Mirano, presso il De Carlo2, e la realizzazione della nuova centrale di sterilizzazione, vicina e collegata al De Carlo 1, verranno spostati vicino al Pronto soccorso la mensa, gli ambulatori dell’ex Mariutto e altri servizi. Verranno liberati gli spazi dell’attuale farmacia poiché tutti i servizi legati al farmaco sono stati esternalizzati mentre verranno effettuate opere di parziale messa in sicurezza antisismica e antincendio, tra cui lo spostamento dell’attuale centro prelievi.

«Confermata nel 2015 la disdetta dei contratti di affitto con il Mariutto – ha sottolineato Gumirato – che ci permetteranno di risparmiare oltre 1,5 milioni di costi per gli affitti. Acquisiremo la parte di Ostetricia di cui l’Asl 13 non è proprietaria e la camera mortuaria verrà trasferita nell’area ospedaliera».

(L.Gia.)

 

A NOALE – Arriva l’area direzionale dell’Asl 13 ma altre strutture verranno vendute

Nell’ospedale di Noale il piano di investimenti triennale prevede lavori per 5,7 milioni di euro. «Innanzitutto entro la fine del 2015, al massimo nei primi mesi del 2016 – ha spiegato il direttore generale dell’Asl 13 – l’obiettivo primario è il completamento del quarto piano del monoblocco, sul quale andremo a intervenire anche al terzo piano secondo tre fasi programmate». Con l’abbandono degli edifici del “Mariutto” a Mirano gli uffici amministrativi e l’area direzionale dell’intera Asl 13 verranno trasferiti nel monoblocco di Noale.

Analogo destino anche per altri uffici che attualmente sono dislocati in 12 sedi periferiche attorno all’area ospedaliera di Dolo, e troveranno posto sempre a Noale. «Fermo restando che il piano di investimenti dell’Asl 13 non ha tenuto in alcun conto le alienazioni previste – ha sottolineato Gumirato – a Noale le strutture da dismettere sono molte, dall’ex casa di riposo, disponibile già da ora, agli edifici Ferrante e Fassina, di ben sei piani, che andranno venduti».

(L.Gia.)

 

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