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Per poter fissare limiti di velocità sulla strada provinciale il Comune inventa nuove località

Ma una si chiama come la località di Santa Maria di Sala e scoppia un curioso caso diplomatico

MIRANO -Mirano“ruba” una frazione a Santa Maria di Sala e scoppia un caso diplomatico. Nel bel mezzo del Miranese che vuole diventare Unione di Comuni spunta il cartello della discordia: Veternigo di Santa Maria di Sala è “passata” sotto Mirano. O meglio: lunedì è nata dal nulla una località miranese con lo stesso nome della frazione salese e per di più confinante.

I residenti sono spaesati, il sindaco di Santa Maria di Sala imbufalito: «Domani chiamo Campocroce una parte di Caltana», chiosa Nicola Fragomeni, che bolla come “bizzarra” la decisione dei vicini di casa.

Il caso. Qualcuno ieri ha pensato a uno scherzo. In realtà tutto nasce dalla protesta di questi mesi in via Desman, con la gente in strada a chiedere più sicurezza sulla provinciale. Tra le istanze, anche quella di abbassare i limiti di velocità. Per farlo, il Comune di Mirano ha pensato bene di rispolverare una delibera del 2007 che istituisce nel proprio territorio comunale antiche località geografiche sotto forma di centro abitato.

Ecco spuntare così lungo via Desman la località “Fontana” e poi “Veternigo di Mirano”. Uno stratagemma per trasformare la strada extraurbana in una serie di centri abitati, per i quali il codice della strada prevede il limite di 50 chilometri orari. Attenzione dunque: ora in via Desman bisogna procedere piano, anche se non vi sono cartelli e fin da subito scatteranno controlli e multe.

L’equivoco. Poco importa se chi abita in via Desman, zona via Bollati, si sia trovato dall’oggi al domani residente in una località di cui ignorava l’esistenza. Per chiamare “Fontana” quel tratto di provinciale pare si sia tirata in ballo l’antica presenza in strada di una fontanella, oggi risuscitata per rallentare le auto. Figuriamoci poi i veternighesi di Santa Maria di Sala che hanno scoperto che esistono anche i veternighesi miranesi. «Un errore», hanno pensato subito in molti. Invece no: il doppione è cercato.

Lo scontro. «Le località esistono da tempo, i cartelli sono stati posizionati per dare risposta alle richieste di sicurezza dei residenti e prevedere controlli mirati sulla velocità», spiegano dal Comune di Mirano.

«Ci vuole una mente brillante per piantare sul proprio territorio un cartello con il nome di un nostro paese», sbotta però Fragomeni, «è come se domattina mi svegliassi e chiamassi Campocroce l’ultima parte di Caltana. A Mirano evidentemente c’è molta fantasia: potevano chiamarla Desman o Zianigo Vecchia, ma nonVeternigo, che è una sola ed è a Santa Maria di Sala».

Intanto a Veternigo (salese) è quasi rivolta: ai tanti che lo considerano un errore da correggere c’è anche chi parla di provocazione bella e buona e chiede a Fragomeni di far togliere quel cartello. Alla fine, è solo una questione di nomi: resta il dubbio che ormai, per avere più sicurezza in una strada, serva per forza trasformarla in abitato, senza alcun riguardo per identità territoriali consolidate e riconosciute.

Filippo De Gaspari

 

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