Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui

Nel 2014 la centrale termoelettrica ha consumato solo 56 mila tonnellate di combustibile da rifiuti

La società del Comune è stata costretta a smaltirne altrettanti, con una spesa di oltre tre milioni

MESTRE – A Fusina, nella centrale temoelettrica dell’Enel, si bruciano sempre meno rifiuti e Veritas spa è costretta a sborsare milioni per smaltirli altrove.

L’energia prodotta con fonti pulite e rinnovabili, a cominciare dal fotovoltaico, copre ormai quasi un terzo del consumo di energia elettrica in Italia, riducendo di conseguenza l’utilizzo di quella (inquinante) prodotta con il carbone e il gas metano.

Se a questo si aggiungono il fatto che la centrale è rimasta ferma alcune settimane (per le periodiche attività di manutenzione ) e che c’è un costante calo dei consumi domestici e industriali di energia elettrica a livello globale, si capisce il perché.

Nella centrale Palladio di Fusina – dove si alimentano i forni con un mix di carbone e combustibile (Cdr) ricavato dai rifiuti solidi urbani raccolti a Venezia e dintorni – nel 2014 è stato bruciato meno Cdr, costringendo così Veritas a smaltire, a sue spese, la parte eccedente.

Nel 2014 sono state infatti utilizzate  dall’Enel 56.100 tonnellate di Cdr prodotto da Ecorpogetto (società controllata da Veritas) a fronte delle 62.616 tonnellate del 2013.

Secondo quanto scrive Enel in una nota stampa, «sebbene inferiore al record del 2013, la quota di utilizzo del 2014 resta superiore alla media degli ultimi anni ed è da considerare oltremodo positivo sia rispetto alle condizioni di mercato dell’energia elettrica che condiziona negativamente la produzione, sia considerando che la centrale è stata interessata dalle periodiche attività di manutenzione».

Si tratta, in ogni caso, di una inversione di tendenza visto che a partire dal 2010, il conferimento era in costante aumento: 46.000 tonnellate nel 2010, 56.000 nel 2011, 58.000 nel 2012, 62.616 del 2013. La quantità di cdr ceduta ad Enel (che paga al Veritas una tariffa per il suo utilizzo come combustibile, miscelato al carbone con una proporzione del 15%) resta così sotto l’obiettivo massimo previsto dalle attuali autorizzazioni, pari a 100 mila tonnellate/anno.

Va ricordato, in proposito, che Veritas, a fronte delle 400 mila tonnellate annuali prodotte nel bacino di Venezia e comuni collegati, garantisce una raccolta differenziata dei rifiuti urbani di circa il 60%, mentre il restante 40% di rifiuti viene trasformato in Cdr (circa 100 mila tonnellate/ anno) con una notevole riduzione di peso e volume e la possibilità di eliminare le inquinanti plastiche clorurare e i metalli prima della combustione. La centrale termoelettrica dell’Enel, però, come si è visto, brucia solo la metà del Cdr disponibile costringendo così Veritas – visto che non ci sono più discariche utilizzabili ed è stato chiuso il vecchio inceneritorie di rifiuti “tali e quali” di Fusina – a smaltire il Cdr eccedente in altri impianti a sue spese. A conti fatti, si tratta di un danno economico per Veritas spa e per il Comune di Venezia che la controlla, pari ad almeno 3 milioni di euro per i mancati introiti del conferimento ad Enel e le spese di smaltimento che deve sostenere.

Gianni Favarato

 

“Le centomila tonnellate solo dal 2017″

«Nel 2014 l’energia elettrica prodotta dai Gruppi 3 e 4 – quelli idonei alla combustione del Combustibile da rifiuti (Cdr) della centrale Palladio di Fusina è rimasta sostanzialmente invariata rispetto 2014 – spiega una nota di Enel spa – La differenza di Cdr utilizzato è invece riconducibile alle condizioni di mercato che lo scorso anno hanno richiesto particolari regimi di funzionamento dei Gruppi di produzione».

«Per quanto riguarda l’obiettivo di aumentare il quantitativo di Cdr utilizzato – aggiune la nota – , l’accordo tra Enel ed Ecoprogetto-Veritas prevede effettivamente tale obiettivo ma a partire dal 2017 e fino al quantitativo massimo di 100.000 tonnellate/anno: tale ipotesi è oggetto di appositi tavoli tecnici, finalizzati al rinnovo dell’accordo di programma con gli Enti Locali ed il ministero dell’Ambiente».

Costruita, in varie fasi, tra gli anni sessanta e settanta e nei primi novanta, la centrale Enel “Andrea Palladio” di Fusina è dotata di quattro sezioni di produzione per una potenza installata totale di 1.136 MW. Tecnicamente idonei alla combustione del CDR sono i Gruppi 3 e 4.

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui