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Spinea. La paradossale vicenda dell’infrastruttrura che collega via Martiri a via Capitanio

Il Comune ha rifiutato la presa in consegna da parte di Veneto Strade: «Per noi non è sicura»

SPINEA – A lungo contestata, ugualmente realizzata e tecnicamente pronta: peccato sia chiusa da oltre un anno. La bretella sud di Spinea, che collega via Martiri con via Capitanio, è pronta ad accogliere il traffico (quanto lo diranno i dati): c’è l’asfalto, i guardrail, la segnaletica. C’è anche l’impianto di illuminazione, moderno e funzionante, con punti luce a led accesi ogni notte. Ma rimane, inesorabilmente, chiusa da dicembre 2013.

La gente passa, curiosa si domanda perché quella strada nuova e bella larga, ancora non si possa usare e fioccano, inevitabili, le polemiche: da parte di chi l’ha a lungo contestata, considerandola inutile, “folle” e uno scempio per il territorio. E da parte di chi, oggi, vede tutte le notti una strada illuminata a giorno, per nulla, perché di auto non ne passa nemmeno una.

La bretella di Spinea sta diventando un vero e proprio caso: il Comune da mesi spiega di averne rifiutato la presa in consegna da parte di Veneto Strade che l’ha realizzata, perché, a detta dei tecnici in municipio, mancano alcune soluzioni utili a raggiungere un livello minimo di sicurezza. Bella sì insomma, ma insicura. In particolare, il Comune aveva a chiesto alla società regionale di apportare alcune migliorie tecniche, senza le quali non avrebbe gestito, mantenuto e pagato la nuova bretella: si tratta di un attraversamento pedonale e di un passaggio per le biciclette sulla rotonda in corrispondenza di via Capitanio e altri piccoli interventi di messa in sicurezza, capaci di rendere la bretella più “urbana”.

Siamo ancora a questo stadio. In realtà negli ultimi giorni qualcosa si è mosso: Veneto Strade ha ottenuto l’esproprio di una parte di terreno che rendeva impossibile la continuità ciclabile di via Capitanio. Già nei prossimi giorni potrebbero dunque partire i lavori: verrà ricavato un passaggio ciclopedonale che consentirà di collegare le due parti di via Capitanio “tagliate” dalla rotonda. Restano però altri piccoli scogli da superare, pare legati sempre agli espropri.

Le proteste dei cittadini aumentano di pari passo con il tempo che scorre: «Era talmente urgente da fare che adesso è rimasta chiusa un anno», tuonano i residenti e alcuni rilevano: «Vorremo sapere chi paga l’illuminazione accesa tutte le notti in una strada che non serve».

La risposta è già arrivata: luci accese per evitare furti, come in qualsiasi cantiere. «Attendiamo la consegna dell’opera completa e sicura», rileva l’assessore Gianpier Chinellato, «al Comune la strada non costa nulla, inizieremo ad accollarci le spese di gestione quando saranno completate le migliorie da noi richieste».

Filippo De Gaspari

 

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