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Dal 2007 ad oggi 150 mila tonnellate in meno. Veritas: «Bene la differenziata, merito dei cittadini che smaltiscono meglio»

La crisi e la recessione economica hanno un risvolto positivo, almeno dal punto di vista ambientale. Dopo decenni di corsa sfrenata ai consumi, di sprechi e prodotti da usare e gettar nella spazzatura senza tanti patemi, la quantità di rifiuti prodotti in città e in gran parte dei comuni della provincia serviti da Veritas, ha cominciato a diminuire.

Il calo costante della produzione industriale, dei consumi, dei posti di lavoro e del numero di imprese attive dal 2008 – anno di inizio della crisi finanziaria mondiale – non si è più arrestato e di conseguenza si è ridotta progressivamente anche la quantità totale di rifiuti prodotti (vetro, carta, lattine, secco, umido, ingombranti, ecc.) dai cittadini e dalle aziende ad un ritmo medio del 4% all’anno, con il risultato che il 2014 si è chiuso con la raccolta di circa 404 mila tonnellate di immondizie tra Venezia e provincia servite da Veritas spa, a fronte delle 550 mila tonnellate del 2007.

La riduzione progressiva e innarrestabile della spazzatura prodotta è stata più evidente nel comune di Venezia che, come si sa, oltre a raccogliere, riciclare e smaltire quella prodotta dai cittadini residenti, deve farsi carico anche di quella della gran massa di turisti che la frequentano. Dalle 204.800 tonnellate di rifiuti raccolti nel comune di Venezia nel 2007, si passa alle 203.313 tonnellate del 2008, scese ulteriormente a 191.057 nel 2009 fino alle 165.000 tonnellate del 2013 e, infine, 161 mila tonnellate nel 2014.

Andamento più altalenante, ma comunque in ribasso, anche nei comuni dell’area limitrofa (Marcon, Meolo, Mogliano, Quarto d’Altino, Cavallino) e delle aree territoriali della Riviera del Brenta e Miranese, di Chioggia, di Cavarzere e San Donà.

Il totale della raccolta di Veritas in tutte le aree territoriali di sua competenza ha visto una riduzione di ben 150 mila tonnellate dal 2007 alla fine del 2014, delle quali il 63 % è stato raccolto in modo differenziato e riciclato, il restante ridotto in combustibile (cdr) per produrre energia elettrica.

La costante diminuzione dei rifiuti – spiega Veritas – è il chiaro effetto della riduzione dei consumi, in particolare dell’acquisto di merci e la maggior attenzione alle spese di ogni singola famiglia e dei relativi scarti da gettare nella spazzatura, ovviamente differenziandola.

Ma negli ultimi anni è anche cresciuta l’attenzione delle aziende e degli stessi consumatori a ridurre l’uso di imballaggi e a puntare su prodotti sfusi come, per esempio, detersivi e alimenti. Veritas riconosce anche una «maggior attenzione e consapevolezza da parte dei cittadini che stanno riducendo la produzione di rifiuti domestici e delle aziende manifatturiere e degli esercizi commerciali che stanno riducendo il carico di imballaggio sulle loro merci per abbattere i costi ed essere più sostenibili dal punto di vista ambientale. Del resto, si tratta di un fenomeno che interessa tutti gli stati dell’Unione Europea: secondo gli analisti dell’Ispra nel 2012 (ultimi dati disponibili), i 28 stati dell’Unione Europa hanno registrato una flessione, rispetto al 2011, del 2,4% (da circa 250,5 milioni di tonnellate a circa 244,4 milioni di tonnellate), mentre negli anni precedenti (tra il 2010 e il 2011) il calo registrato era stato pari all’1,3%.

«La riduzione dei rifiuti e l’aumento delle differenziate è un trend che ormai da qualche anno registriamo con soddisfazione nel nostro territorio», commenta Andrea Razzini, direttore generale di Veritas spa. «È un fatto al quale abbiamo lavorato per anni e che premia lo sforzo dei cittadini che tutti i giorni si impegnano per differenziare correttamente i rifiuti. Ma è anche la conferma della validità del nostro sistema di smaltimento che ha azzerato le discariche e ci ha permesso e ci permetterà di stare al sicuro da crisi e situazioni di emergenza. Abbiamo però bisogno di un ulteriore sforzo da parte di tutti per migliorare la qualità dei materiali differenziati raccolti, che troppo spesso sono sporchi o inquinati da rifiuti estranei. E questo, oltre a rendere difficile (e in qualche caso impossibile) il riciclaggio o la trasformazione, fa aumentare i costi legati al trattamento».

Gianni Favarato

 

Fusina. Basta discariche, i rifiuti diventano combustibile

Il pesante impatto ambientale del ciclo dei rifiuti non è più quello di un tempo. Alla progressiva riduzione della quantità di rifiuti prodotti si accompagna, a Venezia e nei comuni della provincia serviti da Veritas, un sostenuto aumento della raccolta differenziati; la chiusura del vecchio e inquinante inceneritore di rifiuti “tal quale” di Fusina e la riduzione del rifiuto secco con la sua trasformazione in Cdr (combustibile da rifiuti) da utilizzare – aggiunto al carbone come accade nella centrale Enel di Fusina, accanto all’Ecocentro di Ecoprogetto e Veritas – come fonte energetica e, infine, l’abbandono delle discariche, se non per quanto riguarda la modesta quantità di ceneri residue della combustione del Cdr.

Stando ai dati forniti da Veritas, nel comune di Venezia sono state raccolte, nel 2014 , 161 mila tonnellate di rifiuti, di cui 82.426 differenziate (51%), mentre in tutto il territorio di sua competenza nel 2014 sono state raccolte in totale 404 mila tonnellate, di cui 234 mila attraverso la raccolta differenziata che è arrivata a toccare la soglia media del 62,91%, il 4,5% in più dell’anno precedente.

Per giunta si è ridotta la quantità del cosiddetto “rifiuto secco”: 143 mila tonnellate nel 2014 a fronte delle 160 mila del 2013. Inoltre, il rifiuto secco trasformato in Cdr perde circa metà del suo peso: plastiche e metalli vengono separati e vengono tolti i residui umidi.

Produrre una tonnellata di combustibile da rifiuti nei due impianti esistenti a Fusina costa a Veritas 125 euro a tonnellata, mentre il ricavo della vendita ad Enel di una tonnellata di Cdr è di 35 euro.

Smaltire invece una tonnellata di Cdr in un impianto diverso dalla centrale Enel di Fusina, con la quale Veritas ha un accordo – come succede a circa 50 mila tonnellate di Cdr non utilizzato dall’Enel per la riduzione dei consumi di energetici – costa a Veritas 70 euro. Veritas, infine, si vanta di portare in discarica meno del 4% di materiale inerte che non può essere trasformato in Cdr e nemmeno riciclato.

(g.fav.)

 

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