Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui

SCORZÈ – Il Tribunale amministrativo dà ragione al comitato di Gardigiano. Assenti analisi ambientali

SCORZÈ – Il Tar del Veneto dà ragione al comitato di Gardigiano di Scorzè contro la centrale a biogas che avrebbe dovuto sorgere in via Frattin e annulla i provvedimenti della Regione Veneto, della Provincia di Venezia, dell’Ulss 13, dell’Arpa Veneto e di ogni altro ente che aveva dato via libera alla costruzione.

La sentenza mette in evidenza che il progetto viene meno alle normative europee e, basandosi su una sentenza del Tar delle Marche, invalida tutti i procedimenti. Soprattutto non sarebbe stato effettuato lo “screening” ambientale ovvero le analisi che determinano coefficienti ed eventuali indici di inquinamento provocati dall’impianto sul territorio circostante e di cui temeva particolarmente la popolazione.

L’impianto sarebbe stato in grado di generare una potenza termica nominale di 1.507 megawatt, una potenza elettrica utile pari a 0,599 megawatt elettrici e una potenza termica utile di 0,769 megawatt. Il complesso nel progetto iniziale avrebbe dovuto ottenere, come indicato dagli stessi committenti, un risparmio di 4.500 tonnellate di Co2 equivalenti a 700 tonnellate di petrolio. Un progetto all’avanguardia per impianti di biogas ottenuto da biomassa e deiezioni animali che aveva avuto il parere favorevole dagli enti regionali e dal comune confinante di Mogliano Veneto, ma aveva trovato i dubbi dei cittadini di Gardigiano e dello stesso comune di Scorzè che erano ricorsi alla giustizia amministrativa.

Oltre 30 famiglie hanno avuto così ragione sull’azienda agricola costruttrice intimorite dalla quantità di mezzi pesanti che avrebbero invaso il territorio per trasportare le biomasse e per le esalazioni che sarebbero state emanate durante la lavorazione.

Già nel 2013 il sindaco aveva criticato l’autorizzazione regionale affermando che impianti simili dovrebbero essere costruiti su grandi estensioni agricole e non nell’ambito dell’area Metropolitana del Veneto centrale densamente abitata.

Renzo Favaretto

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui