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Oggi corteo acqueo di festa e protesta lungo il Canal Grande mentre sulle palizzate dei cantieri spuntano foto giganti

VENEZIA – Barche allegoriche in arrivo per denunciare i problemi di Venezia. Oggi alle 14 in Rio di Cannaregio, il via alla «Parata di barche in maschera contro le Grandi Navi», organizzata dal Comitato No Grandi Navi e da Laguna Bene Comune: è possibile che, nel corso del corteo, si aggiungano a sorpresa anche i dipendenti comunali che da giovedì sera stanno occupando Ca’ Farsetti per portare sotto le luci dei riflettori il rischio di default che pende sull’amministrazione.

Meta: l’arrivo dalle 16.30 alle 17 in Pescheria per un brindisi finale, uno spuntino a sorpresa (ognuno se vuole può contribuire portando qualcosa), tanta musica e il libro bianco «Venezia, la laguna, il porto e il gigantismo navale. Le grandi navi fuori dalla laguna» di Gianni Fabbri e Giuseppe Tattara. Invece dei carri allegorici, Venezia avrà quindi barche allegoriche, travestite da prigione, patrimonio immobiliare in svendita, problema della case, Canale Contorta, No Grandi Navi e una sul tema della corruzione. In totale saranno sicuramente dieci le barche in maschera, ma chi volesse aggiungersi può farlo arrivando con la propria imbarcazione. Il percorso si snoderà lungo il Canale di Cannaregio per voltare poi dopo Sacca San Girolamo per il Canale degli Ormesini e della Misericordia, entrare nel Rio di Noale (Billa ex Standa) e, infine, nel Canal Grande e dirigersi verso l’Erbaria. Chi ci sarà dietro le sbarre galleggianti?

«Abbiamo organizzato questo corteo», dice Tommaso Cacciari, uno dei portavoce dei No Grandi Navi, «perché le sentenze del Tar riportano indietro nel tempo le lancette dell’orologio e a oggi siamo ancora al punto che chi vuole può entrare in laguna. Il tema comunque è anche il Mose, le grandi opere e la tutela della laguna. Sono passati 7 mesi dall’inchiesta. Hanno tagliato la cupola, ma il sistema c’è ancora. Basti pensare che noi eravamo stati accusati di associazione a delinquere per aver occupato alcune case (poi assolti, ndr), mentre nel caso Mose non si parla mai di questo reato».

Un anticipo dell’evento lo si è visto ieri, con la comparsa su alcuni cantieri della città, di sei manifesti in bianco e nero sul tema delle grandi navi: immagini scattate da un gruppo di fotoreporter del collettivo #awakening. Le foto si trovano a Rialto, Strada Nuova, Accademia, Ospedale e Fondamenta della Misericordia e sono state scattate da Marco Secchi, Claudia Manzo, Veronica Badolin, Luca Zanon, Federico Sutera e Guillelm Lopez. Si tratta di un progetto che unisce fotoreporter di Italia, Inghilterra e Francia che raccontano temi che interessano l’opinione pubblica, invitando chiunque a partecipare con la segnalazione di una notizia per via fotografica.

Vera Mantengoli

 

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