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SOSTITUZIONE ECCELLENTE – Il manager “intercettato” dalla Finanza al prestigioso posto di Ettore Incalza

UN CANDIDATO GRADITO – Signorini era sponsorizzato dal Consorzio al Magistrato

Due cose sono certe, anzi tre. La prima è che Paolo Emilio Signorini, numero uno del Ministero dei lavori pubblici a Roma, non è indagato, la seconda è che il Consorzio Venezia Nuova gli ha pagato una bella vacanza in Toscana, la terza è che è appena stato promosso.

Scrive il giudice per le indagini preliminari Alberto Scaramuzza nell’ordinanza che il 4 giugno 2014 inaugurerà la retata storica, quella che azzera i vertici del Consorzio Venezia Nuova e porta all’attenzione del mondo intero lo scandalo del Mose: «.. a proposito della figura di Paolo Emilio Signorini e dei rapporti con Mazzacurati, si rappresenta che sono state intercettate alcune conversazioni telefoniche dalle quali si evince come il Mazzacurati, attraverso l’impiego di risorse del Consorzio venezia Nuova abbia fatto un “presente” proprio a Signorini.»

Di che si tratta? Il 15 luglio 2011 la Guardia di finanza intercetta una telefonata tra Mazzacurati e Signorini. “Volevo soltanto dirle che siamo arrivati, è tutto benissimo, la volevo ringraziare” – dice Signorini a Mazzacurati il quale chiede: “Ha trovato tutto, si?” Risponde Signorini: “Ho trovato tutto. Tutto perfetto”. E via così, fino alla richiesta di Signorini di avere da Mazzacurati l’indirizzo di qualche buon ristorante in zona. Mazzacurati si raccomanda: «..lei può usare il mio nome per la prenotazione». E non solo per quella dal momento che il Consorzio Venezia Nuova risulta aver pagato il soggiorno di Signorini e della sua famiglia in Toscana.

Ma chi questo Paolo Signorini? Fino agli inizi del 2015 è a capo del Dipe – Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica – che è il braccio operativo del Cipe. Il Cipe decide quali opere pubbliche finanziare e il Dipe finanzia. Ovviamente i finanziamenti possono essere veloci o lenti. La differenza è sostanziale per imprese come il Mose ed ecco spiegata la sollecitudine di Mazzacurati.

Ma che l’ing. Giovanni Mazzacurati, patron del Consorzio Venezia Nuova, si fidasse di Paolo Emilio Signorini – il gip scrive testualmente che si trattava di persona “NON OSTILE” al Consorzio Venezia Nuova – lo dimostra un’altra telefonata intercettata dalla Finanza, quella tra Mazzacurati ed Ercole Incalza, fino a pochi giorni fa il numero uno dei Ministero dei lavori pubblici. La telefonata avviene il 24 maggio 2013 alle 17.24. E’ Incalza che chiama:«…ti volevo dire che … per quanto riguarda il nuovo magistrato alle acque, verrà Signorini». Mazzacurati risponde: «Ah bene!» Incalza: «Va bene?» «Molto bene!» – assicura Mazzacurati. Bisogna avvertire che il Magistrato alle acque è l’organo di governo – la nomina è del Ministro dei lavori pubblici – incaricato di tenere sotto controllo il Consorzio Venezia Nuova.

Ma che Mazzacurati avesse voce in capitolo nelle nomine dei Magistrati alle acque di Venezia – alcuni poi finivano nel libro paga del Consorzio – questo non è un mistero. E quando la nomina di Signorini si inceppa, a Roma, Mazzacurati si precipita nella capitale, pronto a vendere cara la pelle visto che vogliono mandargli, al posto di Signorini, Fabio Riva. Mazzacurati commenta al telefono con Incalza: «Non va bene…è una persona…un mezzo disastro… è un uomo fatto in un certo modo».

Ma veniamo all’ultima puntata della telenovela che riguarda Signorini – lo ripetiamo, non indagato, come non risulta indagato Ettore Incalza. Quando nel luglio scorso il Movimento 5 stelle presenta una interrogazione al ministro dei Lavori pubblici con la quale chiede la rimozione di Incalza, il Ministro Lupi replica che Incalza “ha vinto ben tre concorsi pubblici per ricoprire quel ruolo”.

Chiosano i grillini sul loro blog: «E infatti si scopre che era stato lo stesso Signorini a nominare la commissione che valutò Incalza. E’ inaccettabile che un soggetto compromesso con la rete di potere che gira intorno alle grandi opere e al Mose ricopra un ruolo di comando in cui si decide la sorte di miliardi di soldi pubblici. E il Ministro Lupi poi non dica che ne era all’oscuro».

E, infatti, ora il ministro Maurizio Lupi ha sostituito Incalza. E chi ha messo al suo posto? Signorini. Che è diventato il numero uno del Ministero dei lavori pubblici. Il Mose dunque a Roma ha, come direbbe Mazzacurati “un amico”.

Maurizio Dianese

 

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