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CHIOGGIA – Trivellazioni, pesca, rigassificatore. L’Adriatico, con tutti i suoi problemi, è stato al centro ieri dell’incontro pubblico organizzato dal M5S con l’intervento dell’europarlamentare Marco Affronte. Tra il pubblico anche molti operatori della pesca che tra le varie incognite che pesano sul settore hanno evidenziato il rischio reale che la Croazia (che ha già assegnato dieci concessioni a compagnie petrolifere) dia il via al prelievo di idrocarburi dai fondali.

«La competenza in questo campo sta in capo al governo italiano», spiega l’onorevole pentastellato, «sul tema ho già presentato un’interrogazione in commissione Ue ma mi è stato risposto che deve muoversi l’Italia».

Nei giorni scorsi Greenpeace ha rivolto un appello al Governo perché pretenda che sia sentita la voce italiana nell’ambito della Valutazione ambientale strategica che è ancora in corso. I timori riguardano non solo gli effetti di subsidenza sul terreno, ma anche i riflessi negativi sull’economia, in primis su pesca e turismo. Gli attivisti del M5S hanno annunciato iniziative, coordinate tra parlamentari e gruppi del territorio, per sensibilizzare l’opinione pubblica sul rischio concreto delle trivellazioni coinvolgendo anche tutte le categorie e le associazioni della città. Alcuni pescatori presenti, nel dibattito finale, hanno posto l’accento sui danni causati dal rigassificatore di Porto Levante.

«La colpa», spiega il consigliere Cinque Stelle, Gilberto Boscolo, «sta nell’aver concesso alla compagnia petrolifera di utilizzare un sistema a ciclo aperto che causa il rigetto a mare di acqua sterile e la desertificazione dell’ambiente marino circostante. Per evitarlo bastava, con un misero 1% del ricavato, utilizzare un sistema a ciclo chiuso che avrebbe salvaguardato l’ambiente e le specie ittiche che vivono in questo tratto di mare, evitando i riflessi negativi sulla pesca».

(e.b.a.)

 

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