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Gazzettino – Mazzacurati e Orsoni, chiesto il faccia a faccia

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

25

feb

2015

Incidente probatorio per l’ex presidente del Consorzio Venezia Nuova

L’udienza si svolgerà il 9 marzo: faccia a faccia con l’ex sindaco Orsoni

Mazzacurati “richiamato” per spiegare le sue accuse

VENEZIA – A quattro mesi dalla richiesta degli avvocati, il giudice veneziano Alberto Scaramuzza, lo stesso che ha firmato le ordinanze di custodia cautelare nell’inchiesta per la corruzione sul Mose, ha disposto l’incidente probatorio per l’interrogatorio di Giovanni Mazzacurati, l’ex presidente del Consorzio Venezia Nuova e principale accusatore degli indagati. Ha disposto che si faccia il prossimo 9 marzo. Alla maggior parte degli imputati, comunque, non interessa più, visto che sono ormai in 31, tra Venezia e Milano, ad essere usciti dal processo grazie al patteggiamento delle pene. Quattro mesi fa, a chiederlo, erano stati gli avvocati Franco Coppi e Pieranonio Zanettin per conto dell’ex europarlamentare di Forza Italia «Lia» Sartori, accusata di finanziamento illecito del partito, ma pure lei ora sembra intenzionata a trovare l’accordo con la Procura veneziana e, quindi, potrebbe non interessarle più sentire dalla viva voce di Mazzacurati le accuse che la riguardano.

Comunque, se si farà l’incidente probatorio, i difensori di tutti gli imputati, quelli per i quali i pubblici ministeri Stefano Ancilotto, Paola Tonini e Stefano Buccini hanno depositato gli atti nei giorni scorsi (tra cui Giorgio Orsoni), potranno porre domande al grande accusatore, quello che ha fatto finire tutti in carcere o agli arresti domiciliari. Il suo legale, l’avvocato Giovanni Battista Muscari Tomaioli, però, ha intenzione di presentare certificati medici e addirittura una consulenza medico legale da cui si evince che Mazzacurati non può affrontare il viaggio dalla California, dove si è rifugiato ora con la moglie, all’Italia.

Tra gli atti depositati dai rappresentanti della Procura in questi giorni c’è anche la richiesta di archiviazione delle accuse di finanziamento illecito al partito per i parlamentari Pd Davide Zoggia e Michele Mognato. Tra l’altro si legge che dalle indagini «è emerso un quadro di diffusa illegalità nel quale gli esponenti di vertice dei locali partiti politici erano soliti farsi finanziare le campagne elettorali con contributi illecitamente corrisposti dal Consorzio e dalle società a quello aderenti. Quadro aggravato dalla circostanza che la scelta del presidente Mazzacurati di finanziare sistematicamente tutti i paritit indifferentemente dalla loro collocazione politica – sia che occupassero posizioni di maggioranza che di opposizione, sia a livello locale che nazionale – fosse strategica e finalizzata all’acquisizione e al consolidamento di un consenso politico trasversale».

«Questo affresco», conclude il documento dei pm, «è sintomatico di una sprezzante indifferenza non solo per la legalità, ma anche per la corretta destinazione di beni comuni ed è solo in parte vulnerato dalla difficoltà di individuare con precisione gli ulteriori percettori finali delle somme illecitamente corrisposte; difficoltà che comporta l’impossibilità di iniziare un’azione penale ispirata ai principi della personalità della responsabilità e al ripudio dell’assioma della oggettiva responsabilità».

Giorgio Cecchetti        

 

L’Agenzia delle Entrate sta per inviare le notifiche a Galan, Chisso e a tutti i coinvolti

Tangenti tassate, stangata in arrivo

VENEZIA – Scandalo Mose, ora gli indagati pagheranno le tasse sulle mazzette ricevute. Dopo la chiusura delle indagini, infatti, arriva la verifica dell’Agenzia delle Entrate. Il fisco presenta il conto a coloro a cui sono stati riscontrati ricavi illeciti, che devono risponderne pagando le tasse sulle tangenti.

Non è ancora stato definito l’ammontare della somma che lo Stato potrà incassare. La cifra dovrebbe sfiorare i 10 milioni di euro. Circa dodici milioni sono già stati recuperati con le confische, condizione stabilita per i patteggiamenti: Giancarlo Galan ha pagato 2,6 milioni, l’imprenditore Alessandro Mazzi altri 4, Renato Chisso dovrebbe sborsare 2 milioni. Tanto per nominare i big dello scandalo.

Gli avvisi di accertamento, da parte dell’Agenzia delle Entrate, non sono ancora stati notificati agli interessati. Del resto l’Agenzia ha tempo dieci anni prima che scatti la prescrizione. La guardia di finanza ha ricostruito quasi 24 milioni di denaro in “nero”, fra tangenti e finanziamenti illeciti, dal 2005 allo scorso anno.

Oltre che per l’ex governatore, anche per Renato Chisso, ex assessore alle Infrastrutture (circa 2 milioni di euro), per i due ex presidenti del magistrato alle Acque, Maria Giovanna Piva e Patrizio Cuccioletta, e per l’ex magistrato della Corte dei Conti Vittorio Giuseppone. In lista ci sono anche Marco Milanese, ex consigliere giuridico di Tremonti, l’ex generale della Finanza Emilio Spaziante, e l’ex sindaco di Venezia Giorgio Orsoni. Per questi ultimi la Finanza avrebbe presentato anche denuncia per infedele dichiarazione, dato che gli importi superano i 50 mila euro annui occultati al fisco, cioè la soglia penale.

 

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