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SULL’IDROVIA – Le ronde contro i cacciatori di frodo

Guerra ai predoni del pesce e ronde notturne lungo il corso dell’idrovia Padova-Venezia per contrastarne l’attività illegale. Ad agire sarebbero squadre ben organizzate composte da bracconieri esperti nella pesca. Proverrebbero dalla zona del Delta del Danubio, in Romania. Gente pericolosa che a quanto pare non va tanto per il sottile e sa usare le armi. Pescano di notte con apposite reti e fanno razzia della fauna ittica, che vendono principalmente a loro connazionali. A volte per pescare userebbero anche la corrente elettrica tramite batterie. Sono stati visti pescare a Vigonovo lungo l’idrovia Padova-Venezia, nella zona compresa tra le chiuse del Brenta e la passerella ciclo-pedonale di via Ariosto.

Per contrastare il fenomeno si è costituito a Vigonovo un gruppo spontaneo di appassionati. L’associazione si chiama “Difesa acque”, ha una quindicina di simpatizzanti, tutti pescatori, ed è stata fondata da un giovane, Nicola Carletti. «La situazione è tragica – denuncia Carletti. È per tale motivo che ci stiamo organizzando e abbiamo anche fondato un gruppo su facebook. Siamo in contatto con analoghi gruppi del Rodigino e del Ferrarese. Ogni notte siamo di ronda e abbiamo già recuperato un tramaglio e due bilance abbandonate. Il 2 marzo ci ritroveremo in assemblea per fare il punto della situazione».

Il problema dei pescatori di frodo si dibatte da tempo. È difficile beccarli perché operano di notte, è complicato individuare movimenti e lenze. Arrivano con gommoni o barche leggere trasportate su furgoni, calano centinaia di metri di reti tipo tramaglio e se ne vanno con quintali di pesce. Il fenomeno è esteso in molti corsi d’acqua del territorio. Le specie ittiche più pescate sono le carpe e i siluri. Il bracconaggio rappresenta un grosso danno ambientale e riguarda tutta l’Italia. Si è calcolato che negli ultimi 10 anni si sia perduto il 40% del patrimonio ittico nazionale.

 

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