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I TERRENI INCOLTI AI GIOVANI

I Comuni: non abbiamo risorse né strumenti per i censimenti

Manzato: norma importante, mettiamo a disposizione Avepa

VENEZIA – Il «grazie» era stato sventolato con decine di fazzoletti gialli in consiglio regionale del Veneto da un gruppetto di giovani agricoltori della Coldiretti, dopo che l’assemblea legislativa aveva approvato la legge che svincolava gli appezzamenti incolti di proprietà pubblica. «Siamo pronti a ridare fertilità a questi campi», avevano detto. Sei mesi dopo, la norma rischia di restare incompiuta perché i Comuni dicono di non avere le risorse per censire le terre incolte.

“Banca della terra veneta”: si intitola così la legge che punta a valorizzare le terre agricole incolte o abbandonate, al fine di contenere il degrado ambientale, salvaguardare il suolo, limitare gli incendi boschivi, nonché favorire l’insediamento di giovani imprenditori agricoli. Approvata la scorsa estate, la legge aveva bisogno dei criteri applicativi, cosa che ha fatto l’assessore all’Agricoltura Franco Manzato con una apposita delibera. Il provvedimento approvato dalla giunta prevede che nella “Banca della terra” entrino terreni abbandonati od incolti, terreni messi a disposizione dai proprietari pubblici e privati per cederne la conduzione a terzi, ma anche terreni confiscati alla criminalità organizzata e mafiosa.

Ma quanti sono questi terreni? E dove si trovano?

Qui entrano in ballo i Comuni cui viene demandato l’incarico di effettuare un censimento. Solo che i Comuni hanno risposto “picche”: lo scorso 3 febbraio la Conferenza permanente Regione-Autonomie Locali ha dato parere “non favorevole”.

Per la precisione: l’assessore Roberto Ciambetti e il consigliere regionale Bruno Pigozzo hanno dato parere favorevole, mentre Ennio Vigne delle Comunità montane e Antonio Bertoncello e Francesco Pietrobon dell’Anci (Associazione dei Comuni) hanno dato parere contrario, l’Unione delle Province con Leonardo Muraro invece ha scelto l’astensione.

Morale: no alla “Banca della terra”. Con quali motivazioni? Semplice: i Comuni non possono sobbarcarsi anche il censimento, già hanno poche risorse, non si può chiedere loro dell’altro. Pigozzo aveva tentato una mediazione, proponendo che la materia passasse alla Regione, ma non c’è stato verso. E adesso?

La delibera con i criteri andrà comunque all’esame della commissione Agricoltura. E l’assessore Manzato è deciso a non lasciare la legge in un cassetto. «Anche la Regione è senza fondi – ha detto Manzato – basti pensare che l’anno scorso il mio assessorato aveva a disposizione 14 milioni di euro, che già erano la metà dell’anno prima, e per il 2015 il budget è di 7 milioni. Ma bisogna andare avanti: metteremo a disposizione i dati e le competenze dell’agenzia regionale Avepa per rendere operativa la “Banca della terra”».

Al.Va.

 

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