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MARGHERA – I vertici di Versalis spa hanno confermato la grande svolta: la “riconversione alla chimica verde” che partirà proprio da Porto Marghera. Versalis è una delle poche società dell’Eni sopravvissute alla grande crisi della chimica di base – che ha pesantemente ridimensionato il Petrolchimico di Porto Marghera – e nei giorni scorsi hanno incontrato i delegati sindacali di Cgil, Cisl, Uil per fare il punto dei suoi progetti .

Gli impianti del cracking di Versalis (Eni), per i quali era prevista la chiusura definitiva, hanno già ripreso a produrre etilene e propilene per la Shell e si continuerà per un massimo di dieci mesi, cioè fino ad ottobre di quest’anno, salvo eventuali proroghe d’intesa con Shell.

Nel frattempo Versalis porterà avanti tre distinti progetti. In primo luogo si realizzeranno 10 milioni di investimenti nella logistica per rendere più efficiente e sicuro lo smistamento dell’etilene che arriva con le navi cisterna a Porto Marghera, sulla pipe-line collegata ai petrolchimici emiliani.

Il secondo progetto riguarda il “riassetto delle utilityes” con la costruzione di due nuove caldaie da 40 tonnellate, entro il 2016, per le forniture di vapore.

Infine, per quanto riguarda le nuove produzioni di “chimica verde”, si lavora alla creazione di una nuova società – entro l’autunno prossimo – tra Versalis spa e l’americana Elevance Renwable Sciences, specializzata in nuove tecnologie per la produzione di olii lubrificanti di origine vegetale.

Nella nuova società Versalis e il rimanente 20% sarà in capo ad Elevance che avrà le stesse coperture contrattuali della società dell’Eni.

«Ora ci aspettiamo da Eni e Versalis e dalle istituzioni il rispetto delle scadenze concordate», dichiara Giuseppe Callegaro dei chimici della Cisl, «intanto abbiamo ribadito che le prossime dieci assunzioni devono essere fatte entro il prossimo maggio, in modo da gestire la formazione e il turn over».

(g.fav.)

 

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