Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui

MIRANESE – Dopo la clamorosa sentenza della Corte di Cassazione M5S all’attacco

Veritas non doveva far pagare l’Iva sulla Tia (Tariffa di igiene ambientale). Dopo la clamorosa sentenza della Corte di Cassazione dei giorni scorsi con cui si asserisce che Veritas non poteva chiedere il pagamento dell’Iva sulla Tia, i sei movimenti pentastellati dei comuni del Miranese si mobilitano e partono all’attacco. Da Santa Maria di Sala a Scorzè, da Mirano a Martellago, da Spinea a Noale, tutti a chiedere, mediante una richiesta di accesso agli atti, che Veritas renda noti quali sono i costi da lei sostenuti per i contenziosi con i contribuenti e quanti sono esattamente i giudizi pendenti oltre a quelli già definiti in primo e in secondo grado.

«Costi – dice il consigliere del Movimento 5 Stelle di Scorzè, Antonio Petenà – che saranno sicuramente stati spalmati nei Piani economici finanziari a discapito dei cittadini».

Già in sede di approvazione dei Piani, i movimenti pentastellati avevano sollevato obiezioni a riguardo, in molti casi non ascoltate dalle maggioranze che siedono nei vari consigli comunali.

«Cosa più importante poi – indica Petenà – è portare la questione alla conoscenza delle amministrazioni e dei cittadini, oltre che permettere a questi di riavere i soldi versati».

«Questa Corte, in plurime occasioni – si legge nella sentenza degli ermellini – ha avuto modo di chiarire che si deve qui soltanto dar atto che la Tia, di cui si discute, ha natura tributaria e quindi non è soggetta a Iva». I fruitori del servizio potranno quindi richiedere entro i limiti della prescrizione decennale, la restituzione delle somme indebitamente percepite da Veritas fino a tutto il 2012, anno in cui la Tia venne sostituita con la Tari.

Già negli anni scorsi, alcune minoranze comunali avevano espresso la loro perplessità in merito all’appalto dei rifiuti alla società. «Non siamo mai stati d’accordo – ribadisce Paolo Bertoldo, consigliere (Lista Salese) di Santa Maria di Sala – Veritas non è altro che un carrozzone che non ha fatto altro che sanare i debiti del comune di Venezia. Ora ci attiveremo perché i cittadini possano riavere ciò che è stato loro tolto».

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui