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Gazzettino – Regione. Vitalizi, nessuna vergogna

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

4

mar

2015

Una difesa spudorata dai toni accesi e piccati quella degli ex consiglieri regionali veneti pro vitalizio che sconcerta ed offende. Sconcerta sentire che il taglio, per altro minimo, dei vitalizi “è un provvedimento spot senza significato se non quello di soddisfare il popolo”.

Lasciando stare morale ed etica, morte e sepolte da tempo nell’agire politico, ci sono due questioni spicce da risolvere. Mi rivolgo agli ex consiglieri: se non si possono togliere diritti acquisiti, perchè ciò dovrebbe riguardare solo vostri e non i nostri, che ci avete decurtato o addirittura tolto pensioni, salari, assegni d’invalidità, accompagnatorie già da fame.

La seconda: se, come sempre voi stessi affermate, non c’è un euro in cassa e tutti devono sacrificarsi, perchè quel tutti riguarda ancora solamente noi e mai voi? Ed offende leggere che “con questi soldi vivono le famiglie di tanti colleghi deceduti, soldi già decurtati con la reversibilità” o vedere come possiate sommarne più d’uno, di vitalizio, aggiungendoci pure le pensioni dorate di parlamentare oltre che quella della vostra professione d’origine.

Un’offesa squallida, lacerante e senza ragioni a quell’invalido di Spinea a cui avete negato la casa di ricovero “perchè sano di mente” o a mio zio Vincenzo, emigrato in gioventù in Canada e poi tornato, a cui avete imposto di scegliere tra la pensione canadese e quella italiana, o ad Adelina ultraottantenne affetta da pluricronicità a cui avete tolto accompagnatoria (125 euro) e assegno di reversibilità (531 euro) costringendola a peregrinare da una commissione medica all’altra. Davvero stento a credere, cari ex, che non proviate nessun brivido di vergogna e nessuna remora, tantomeno un’auspicabile sussulto d’orgoglio che vi faccia recedere da questa miseritudine.

Vittore Trabucco – Treviso

 

LETTERE AL DIRETTORE

Vitalizio, principesco trattamento pagato con i soldi dei cittadini

Caro direttore,
quando anni fa Stella e Rizzo coniarono il termine la casta per definire i politici, sembrava che essi in un rigurgito di orgoglio potessero offendersi. Nel tempo essi invece si sono assuefatti e ne vanno quasi fieri quasi costituisse un titolo nobiliare: sono un membro della casta. Essi non vivono nel nostro pianeta, navigano molto al di sopra e se ne fregano delle difficoltà della gente. La Regione ha ottenuto dei risparmi nel 2014, perché farne ancora tagliando i vitalizi? Il vitalizio è un diritto acquisito ed un contributo per il reinserimento sociale alla cessazione del mandato: come un diamante è per sempre! Fino a quando dovremo subire i loro soprusi?

Oscar Marcer – Soligo (Treviso)

——
Caro lettore,
alcuni dei 60 ex consiglieri regionali che hanno fatto ricorso contro il mini-taglio del loro vitalizio, si sono difesi dicendo: “Voi non potete capire”. In realtà, con la dovuta dose di umiltà, penso che capiamo benissimo. E se qualche dettaglio ancora ci sfuggiva, a chiarirci definitivamente le idee e’ stato un ex consigliere regionale veneto, Andrea Causin, uno dei pochi ad aver rinunciato al vitalizio.

Cuasin ha calcolato che, nell’ipotesi di vivere fino a 85 anni, avendo fatto per 8 anni il consigliere regionale, avrebbe incassato dalla Regione Veneto nel corso della sua esistenza 1,2 milioni di euro pur avendone versati come contributi poco più’ di un decimo: 137mila euro.

E’ mai possibile? Nessun lavoratore pubblico o privato gode di un simile, principesco trattamento. E come lo si deve definire questo se non un privilegio pagato con i soldi dei cittadini?

Non prendiamoci in giro: è questo e solo questo che i 60 ex vogliono tutelare, altro che questioni di principio o presidi di democrazia.

E si badi bene: agli ex consiglieri regionali veneti non e’ stato chiesto di rinunciare in toto al loro cospicuo vitalizio, ma di fare un sacrificio, rinunciando al 5-15 per cento per 3 anni. Niente da fare: in 60 su 266 hanno detto di no e hanno fatto ricorso.

Poichè si sono affidati a due bravi avvocati e poichè la legge che eroga le pensioni d’oro se la sono fatta in casa, e’ possibile che in tribunale i nostri ex consiglieri anti-tagli vedano riconosciute le loro (presunte) ragioni. E mantenuti i loro privilegi casta.

 

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