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Nuova Venezia – Grandi navi, diffida del Codacons

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

5

mar

2015

«Subito un transito alternativo a tutela della salute pubblica o faremo denuncia»

Il Codacons ha inviato una diffida al Comune di Venezia, alla Regione Veneto e alla Capitaneria di porto di Venezia, chiedendo che sia regolamentato al più presto il transito delle grandi navi davanti al bacino di San Marco. L’atto avviene dopo che il Tar del Veneto – a dicembre – ha annullato l’ordinanza della Capitaneria di porto relativa ai limiti di tonnellaggio delle Grandi navi da crociera che transitano a San Marco.

La bocciatura era stata giustificata dalla mancata indicazione di vie alternative alla rotta San Marco-Giudecca -Marittima: per i giudici amministrativi, il decreto Clini-Passera del 2012 indica chiaramente che qualsiasi limite al transito lungo il Canale della Giudecca – e quindi davanti al bacino – è subordinato alla realizzazione di una nuova via di accesso alle banchine della Marittima.

«È di tutta evidenza l’importanza che la limitazione del traffico riveste nei canali della Giudecca e San Marco», scrive il Codacons nella diffida, «al fine di mettere al riparo la salute dei cittadini e dell’utenza del mare, l’ambiente marittimo ed atmosferico e la biodiversità, nonché la tutela del patrimonio artistico della città di Venezia».

«Per tale motivo si rende necessario a carico della Capitaneria di Porto e delle amministrazioni competenti», sostiene l’organizzazione che tutela i consumatori, «l’individuazione di vie alternative di navigazione, affinché il transito delle grandi navi nel Canale della Giudecca di San Marco a Venezia sia ridotto al minimo. Se ciò non verrà fatto in tempi brevi sarà inevitabile una azione sul piano legale contro le amministrazioni locali per i danni prodotti all’ambiente e ai cittadini».

Il tema è sempre quello dei progetti alternativi – dallo scavo del canale Contorta dell’Angelo al nuovo scalo in bocca di porto del Lido (in tre diverse versioni progettuali) – da mesi in fase di vaglio dalla commissione di valutazione ambientale.

 

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