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MARGHERA – Il 24 marzo il Consiglio di Stato si esprimerà sull’istanza di ampliamento

Alles torna a far paura. Ma la Municipalità di Marghera rilancia la mobilitazione della cittadinanza. Il raddoppio dell’impianto di ricondizionamento di rifiuti speciali anche pericolosi di Porto Marghera sembrava evitato. Ma non è così. Sul “revamping” di Alles, infatti, il 24 marzo si esprimerà il Consiglio di Stato. «Dopo la sentenza del Tar del Veneto che il 10 luglio ha annullato la delibera regionale di autorizzazione al revamping di Alles, su ricorso presentato dal Comune, la stessa Alles – comunica, in una nota, il presidente della Municipalità di Marghera Flavio Dal Corso – ha presentato ricorso in secondo grado al Consiglio di Stato».

Come noto, malgrado i “no” di Municipalità, Comuni di Mira e Venezia e Provincia, il progetto del raddoppio dell’impianto era stato approvato dalla Giunta regionale che aveva accolto le richieste di Alles, società del gruppo Mantovani, recependo il parere positivo della Commissione tecnica di Valutazione d’impatto ambientale della Regione e dando il via libera al potenziamento della piattaforma per il trattamento di fanghi e rifiuti contenenti anche sostanze tossico-nocive.

«La Giunta Zaia continua tuttora a difendere in ogni grado di giudizio la sua delibera di autorizzazione. Il ricorso al Consiglio di Stato di Alles ha un solo significato: riaffermare Porto Marghera come polo d’attrazione per le attività pericolose e inquinanti, riproponendolo come localizzazione della filiera produttiva per stoccaggio, trattamento e smaltimento di rifiuti civili e industriali, speciali, pericolosi e tossico-nocivi da tutto il Veneto e oltre. Siamo pronti a mobilitarci ancora e – chiede Dal Corso – chiediamo ai candidati presidenti di Regione e ai candidati sindaci di esprimersi su quale Porto Marghera intendano sostenere».

Giacinta Gimma

 

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