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Un miliardo e 800 milioni di euro per la “velocizzazione” della tratta ferroviaria

«Nessun quadruplicamento, ma interventi mirati». I convogli toccherano i 200

SAN DONÀ «Per la tratta Venezia-Trieste quello di cui si sta parlando non è il quadruplicamento dei binari, ma una velocizzazione della linea esistente». Ovvero, la realizzazione di alcune varianti al percorso, laddove il tracciato attuale costringe i convogli a rallentare, e un importante investimento nel miglioramento tecnologico. Interventi che consentiranno di coprire la distanza tra Venezia e Trieste in circa un’ora e cinque minuti contro le due ore attuali.

A fare chiarezza sui progetti è stato l’amministratore delegato di Rfi, Maurizio Gentile, durante l’audizione che si è tenuta davanti alla commissione trasporti della Camera nell’ambito dell’approvazione del Contratto di programma tra Ferrovie e governo. Durante il suo intervento, Gentile si è soffermato anche sulla Venezia-Trieste. La notizia, circolata nelle scorse settimane, di un accordo tra Veneto e Friuli aveva fatto pensare a molti che stesse ripartendo l’iter per il contestato quadruplicamento dei binari. Ma così non è.

«Quello di cui si sta parlando in questa fase non è il quadruplicamento, che potrà essere oggetto di riflessione negli anni a venire, ma una velocizzazione della linea esistente», ha spiegato l’ad di Rfi, «quindi delle varianti di tracciato laddove la tratta esistente abbatte molto la prestazione della linea e poi un investimento in tecnologia».

Il costo del progetto è stato valutato in 1,8 miliardi di euro, anche se potrebbe essere una stima in eccesso. Ma, quand’anche fosse questa la cifra, sicuramente sarebbe un enorme risparmio rispetto ai 7,5 miliardi di euro ipotizzati con il tracciato litoraneo.

«Si tratta di un approccio positivo a livello di progettazione. Con una cifra molto ridotta, ci consentirà di unire Trieste a Venezia e quindi al sistema veloce nazionale in un’ora e cinque minuti circa», ha concluso Gentile. La velocità commerciale dovrebbe attestarsi sui 200 orari.

Sul territorio, comunque, continuano a farsi sentire le voci preoccupate. L’ultima arriva da Forza Italia di Meolo che auspica un ordine del giorno della conferenza dei sindaci per fare chiarezza sullo stato di fatto e sulle possibili evoluzioni dello studio di fattibilità per il quadruplicamento in affiancamento alla linea esistente.

«La storia dell’ammodernamento della linea storica non ci convince, considerato il fatto che la Tav sta procedendo nel suo iter di realizzazione fino a Venezia e dovrà proseguire per Trieste come previsto nella progettazione europea e nazionale», dicono da Forza Italia Meolo, «vogliamo dei chiarimenti dalle istituzioni interessate, perché l’ammodernamento della linea storica non sia solo uno specchietto per le allodole».

Giovanni Monforte

 

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