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Nuova Venezia – Mose, e’ guerra su Mazzacurati

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

10

mar

2015

VENEZIA – L’ex presidente del Consorzio non si presenta all’incidente probatorio chiesto dall’ex eurodeputata

I difensori di Lia Sartori insistono: «Vogliamo interrogare negli Stati Uniti l’ingegnere smemorato»

La difesa di Lia Sartori insiste: vuole sentire Giovanni Mazzacurati; vuole poter interrogare l’ex presidente del Consorzio Venezia Nuova in relazione alle accuse che ha rivolto all’ex presidente del Consiglio regionale e poi eurodeputata di Forza Italia, raccontando ai pm di Venezia, Paola Tonini, Stefano Ancilotto e Stefano Buccini, di averle versato contributi illeciti in relazione a più di una campagna elettorale, dal 2006 al 2012. Accuse formulate nel luglio del 2013, dopo essere stato arrestato con l’accusa di turbativa d’asta in relazione ad un appalto per lavori di scavo di un canale portuale.

Ieri mattina, nell’aula bunker di Mestre, Mazzacurati non si è presentato all’incidente probatorio fissato dal giudice per le indagini preliminari Alberto Scaramuzza. Il suo legale, l’avvocato Giovanni Battista Muscari Tomaioli, come anticipato nei giorni scorsi, ha depositato una consulenza medico-legale dalla quale risulta che l’ex presidente del Cvn non si può muovere dalla California (dove risiede dallo scorso anno, nella villa della moglie) a causa delle condizioni di salute, peggiorate dopo la morte del figlio, il regista Carlo, scomparso nel gennaio del 2014, dopo una lunga malattia. Mazzacurati soffre, a detta dei medici che l’hanno visitato, di un grave deficit mnemonico che renderebbe in ogni caso inutile la sua audizione.

Lia Sartori ha sempre respinto ogni accusa e, ieri mattina, gli avvocati Franco Coppi e Pierantonio Zanettin, hanno ribadito la richiesta di audizione dell’ex presidente del Cvn. L’udienza è durata meno di mezz’ora: il gip Scaramuzza ha aggiornato l’incidente probatorio al prossimo 25 marzo, data in cui deciderà se disporre una perizia medica per verificare le effettive condizioni di salute di Mazzacurati. Nell’impossibilità di far arrivare l’ex presidente del Cvn a Venezia, il giudice potrebbe anche optare per una rogatoria internazionale, ovvero chiedere all’autorità giudiziaria statunitense di interrogarlo per suo conto. Ma, se la sua incapacità a deporre fosse confermata, l’audizione non risulterebbe di alcuna utilità.

Attorno ai verbali d’interrogatorio con cui Mazzacurati ha accusato Lia Sartori, ma anche numerose altre persone, tutte poi finite nel mirino dell’inchiesta sul cosiddetto “sistema Mose”, ruoterà una parte consistente del processo che si dovrebbe aprire tra qualche mese e che riguarda tutti gli indagati che, finora, non hanno chiesto il patteggiamento. Dieci in tutto. La difesa, infatti, contesterà l’utilizzabilità di quelle dichiarazioni accusatorie: innanzitutto sotto il profilo della loro attendibilità e precisione. Quasi certamente i legali cercheranno di dimostrare che Mazzacurati era già malato e che la sua memoria non funzionava bene fin da quando ha riempito i verbali davanti agli inquirenti. Inoltre, in mancanza di un contraddittorio, quelle accuse non hanno valore. Contestazioni di fronte alle quali la Procura si prepara a ribattere sostenendo che i verbali di Mazzacurati sono pienamente utilizzabili, oltre che attendibili e riscontrati da altre deposizioni e prove raccolte nel corso delle indagini.

 

Non hanno patteggiato, sono pronti al processo

LA PROCURA – L’inchiesta è chiusa, ecco tutte le accuse per gli ultimi nove

VENEZIA – La notifica dell’avviso di conclusione indagini è iniziata ieri per i dieci indagati che, finora, non hanno chiesto di patteggiare. Gli avvisi, in realtà, sono due: la posizione dell’ex sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni, sotto accusa per un presunto finanziamento illecito ricevuto da Mazzacurati nella campagna elettorale del 2010, figura infatti in un fascicolo a parte rispetto agli altri. Le imputazioni contestate ai dieci sono le stesse che comparivano nell’ordinanza di custodia cautelare eseguita nel giugno del 2014. Oltre a Lia Sartori, di cui scriviamo a fianco, questi sono i nomi e le accuse.

Maria Giovanna Piva, ex presidente del Magistrato alle acque di Venezia: corruzione per un presunto stipendio annuale di circa 400mila euro da Mazzacurati e Baita e un incarico di collaudo di opere dell’ospedale di Mestre per 327mila euro.

Vittorio Giuseppone, ex magistrato della Corte dei Conti: corruzione per un presunto stipendio annuale di 300-400mila euro dal 2000 al 2008, oltre a 600mila euro tra 2005 e 2006.

Nicola Falconi, direttore generale Stimar sub e Bos.Ca srl: corruzione in relazione alle somme illecite elargite all’ex presidente del Magistrato alle acque, Fabrizio Cuccioletta; finanziamento illecito in relazione ad uno dei presunti contributi elettorali ad Orsoni.

Lino Brentan, ex amministratore delegato della Austrade Padova- Venezia: induzione indebita a dare o promettere utilità in relazione a 65mila euro che avrebbe chiesto ad un imprenditore per partecipare ad alcuni lavori.

Danilo Turato, architetto: corruzione in relazione ai lavori di restauro della villa dell’allora Governatore del Veneto, Giancarlo Galan.

Giovanni Artico, funzionario della Regione Veneto: corruzione in relazione al presunto aiuto a Piergiorgio Baita in cambio di alcuni favori.

Giancarlo Ruscitti, ex dirigente regionale: gli viene contestato un presunto contratto di collaborazione er operazioni inesistenti.

Corrado Crialese: millantato credito per essersi fatto consegnare soldi da Baita sostenendo di poter influire sulle decisioni presso magistrati amministrativi.

Dal momento della notifica, gli indagati avranno tempo 20 giorni per presentare memorie difensive o per chiedere di essere interrogati. Poi spetterà alla Procura il compito di decidere se vi siano elementi per chiedere il processo nei confronti di tutti.

 

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