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TRIBUNALE – L’ex amministratore delegato dell’Autostrada Ve-Pd andrà probabilmente a
processo

Lino Brentan voleva far vincere la Sacaim: “Devo procurare una scorta al partito veneziano”

Lino Brentan non faceva gli interessi della Società autostrade Venezia-Padova quando, nel 2007, convinse Piergiorgio Baita (della Mantovani costruzioni) e Mauro Scaramuzza (Fip industriale) a rinunciare ad un appalto. La sua intenzione era di far vincere la ditta Sacaim per poi ottenere da questa finanziamenti per il Partito Democratico. Lo scrive il Tribunale del riesame di Venezia nelle motivazioni del provvedimento con cui, alla fine di febbraio, ha revocato la misura di obbligo di dimora a Campolongo Maggiore, restituendogli la piena libertà, a distanza di nove mesi dall’arresto subìto nel giugno del 2014.

Il collegio presieduto da Angelo Risi motiva la revoca della misura soltanto con il venir meno di esigenze cautelari, considerato con Brentan non è più al vertice della società autostradale e che è trascorso molto tempo dai fatti contestati. Nelle dieci pagine di ordinanza, però, conferma la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza nei suoi confronti per il reato di concussione per induzione, in relazione a 65mila euro che avrebbe preteso da Scaramuzza per far eseguire in subappalto alla Fip le opere assegnate a Sacaim. Per questa vicenda Brentan andrà probabilmente processo tra breve: la Procura ha già provveduto al deposito degli atti, la procedura che normalmente precede una richiesta di rinvio a giudizio.

È interessante leggere cosa scrive il Riesame, al quale gli atti relativi a Brentan sono stati rispediti dalla Cassazione, secondo la quale in precedenza i giudici veneziani non avevano adeguatamente motivato la conferma della misura cauteare.

I giudici parlano di «gravi indizi di colpevolezza», rinvenibili sulla base delle dichiarazioni di Baita e Scaramuzza. Il primo ha raccontato che Mantovani si era aggiudicato l’appalto e che Brentan lo chiamò per dirgli che la sua offerta sarebbe stata dichiarata anomala per poi assegnare a Sacaim i lavori per le barriere antirumore lungo la tangenziale. Anche Scaramuzza riferisce di essere stato chiamato da Brentan il quale gli avrebbe spiegato che l’assegnazione alla Sacaim gli permetteva di «procurare una scorta per il Partito Democratico dell’area veneziana».

L’offerta Sacaim (10,3 milioni di euro) fu più onerosa per le casse della Venezia-Padova (2,5 milioni in più); poi i lavori furono subappaltati a Fip che realizzò l’opera per l’ammontare dell’offerta da lei presentata (8,8 milioni).

Scamaruzza ha raccontato di aver ricevuto una successiva confidenza da Brentan, il quale avrebbe manifestato «amarezza per la mancata riconoscenza che il partito dimostrò nei suoi confronti, dopo che lui gli aveva procurato questo finanziamento».

Gianluca Amadori

 

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