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GIUSTIZIA – Sempre meno cancellieri per svolgere il lavoro che riguarda anche Mestre e Dolo

L’ufficio del giudice di pace è al collasso. Da circa un anno, dopo l’abolizione della sede staccata di Mestre e di quella di Dolo, accentrate nel nuovo palazzo di Riva di Biasio, a Venezia, i tempi deposito dei provvedimenti sono aumentati a dismisura in quanto non c’è sufficiente personale di cancelleria. I dipendenti a disposizione sono soltanto quelli che, prima dell’unificazione, operavano a Venezia e si occupavano di procedimenti civili e penali del centro storico.

Il personale un tempo in servizio a Mestre e Dolo ha chiesto il trasferimento in altre sedi e così, i cancellieri veneziani devono farsi carico, a parità di organico, almeno del triplo del lavoro.

La conseguenza è disastrosa: avvocati in coda per ore, ogni giorno, per effettuare un deposito atti, una richiesta di copie o un semplice ritiro, anche perché vi sono soltanto due funzionari autorizzati a ricevere gli atti, uno dei quali sta per andare in pensione; l’altro avrebbe già chiesto il trasferimento.

Ma non basta: un ricorso per decreto ingiuntivo mediamente viene emanato dopo oltre 120 giorni dal deposito (in Tribunale basta una settimana circa); per ottenerne le copie autentiche per la notifica è necessario attendere anche oltre un mese, con il rischio di non riuscire a notificarle entro i termini di legge; i fascicoli già in decisione sono moltissimi, anche da oltre un anno; le sentenze, una volta depositate in cancelleria dal giudice, restano in attesa di essere pubblicate per moltissimi mesi, anche un anno.

Una situazione simile si è verificata lo scorso anno a Roma, dove l’Ordine degli avvocati ha stipulato una convenzione con l’Ufficio giudiziario assumendo del personale a tempo determinato per procedere all’immediata pubblicazione delle sentenze in arretrato e, in pochi mesi, l’emergenza è stata risolta. Il nuovo presidente della Camera civile, l’avvocato Giorgio Battaglini, ha già preso contatti con il presidente del Tribunale, Arturo Toppan, per cercare una soluzione, mentre l’Aiga, l’associazione che riunisce i giovani avvocati, ha delegato la collega Carlotta Canal, la quale ha proposto ai colleghi di sottoscrivere un protocollo con cui impegnarsi a mettere in atto una serie di comportamenti per agevolare il lavoro delle cancellerie.

«È necessario studiare quanto prima un progetto di riorganizzazione delle risorse umane e materiali dell’Ufficio, in stretta collaborazione tra gli Uffici Giudiziari, gli Enti locali e le varie componenti rappresentanti dell’Avvocatura», dichiara l’avvocato Battaglini. Ma se il ministero non metterà a disposizione il nuovo personale richiesto dal presidente Toppan, molti servizi sono a rischio.

 

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