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Nuova Venezia – Le bici rallentano il tram per Venezia

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

14

mar

2015

Una trentina di ciclisti di varie associazioni manifesta per segnalare la pericolosità. Avm: «Evento storico, siamo soddisfatti»

Una trentina di ciclisti ha atteso l’altra notte quasi le 2 per “scortare” da piazzale Cialdini ai Pili il tram impegnato nella prima prova di corsa autonoma fino a Venezia. Un corteo di bici ha preceduto il mezzo rosso veneziano. Non certo per festeggiare l’evento che ha dello storico nella travagliata storia della tramvia mestrina. No, a notte fonda è andata in scena la protesta delle due ruote cittadine. Una iniziativa che ha mobilitato associazioni di ciclisti di terraferma e centro storico impegnate a protestare da settimane contro l’assenza di un percorso sicuro per le due ruote che consenta, anche in presenza del tram, di pedalare senza timore di essere investiti fino alla città lagunare. Questo perché da maggio, quando le corse del tram arriveranno fino a Venezia, il cavalcavia di San Giuliano diventerà impraticabile per le bici e la pista in via di realizzazione sul ponte della Libertà non avrà un collegamento sicuro con via Torino e il Vega, che eviti ai ciclisti pericolosi percorsi in mezzo al traffico.

«Lo abbiamo accompagnato da Mestre al ponte della Libertà per poi “liberarlo” su richiesta dei tecnici Actv che avevano segnalato alle autorità la nostra presenza come situazione di pericolo. Ma non eravamo forse lì proprio per denunciare che percorrere il ponte in bicicletta con il binario del tram è pericoloso?», dicono gli Amici della bicicletta di Mestre sulla loro pagina Facebook.

«Eravamo una trentina, infreddoliti. Abbiamo atteso da mezzanotte alle 2 la partenza a piazzale Cialdini. Quando si è mosso, davanti e dietro aveva dei furgoni e allora siamo partiti anche noi, imponendo il nostro ritmo. Lo abbiamo lasciato solo ai Pili, quando i tecnici a bordo erano scesi per dirci che era pericoloso far muovere il tram con noi davanti: ma era quello che volevamo dimostrare», racconta Mario Torcinovich, tra i manifestanti l’altra notte assieme a Giampietro Francescon, Gianfranco Albertini e altri.

Tra i ciclisti pure un candidato sindaco, Davide Scano del Movimento 5 Stelle: «I ciclisti hanno il sacrosanto diritto di manifestare e di arrabbiarsi con l’amministrazione comunale: è da vent’anni che si parla del tram a Venezia ma ci si è messi a creare uno spazio dedicato ai ciclisti soltanto alcuni mesi prima della circolazione del mezzo sopra il cavalcavia di S. Giuliano e Ponte della Libertà».

«Quei signori hanno rallentato il percorso del tram che ha viaggiato anche a 10 chilometri orari fino all’imbocco del Ponte», spiega Antonio Stifanelli, amministratore di Pmv.

«Poi quando abbiamo spiegato loro che si tratta di un cantiere mobile e che la loro presenza davanti al tram ci imponeva di chiamare le forze dell’ordine vista la situazione di pericolo, abbiamo potuto riprendere la prova e siamo arrivati sul ponte alla velocità di 35 chilometri orari. La prossima settimana eseguiremo altre prove fino a raggiungere i 70 chilometri orari».

Per Avm, spiega l’amministratore Giovanni Seno, la prova di corsa, la prima senza l’ausilio del trattore, ma sfruttando l’energia elettrica della linea aerea di contatto è andata «a buon fine. Partito da piazzale Cialdini verso l’una di notte, il convoglio rosso ha fatto la sua prima apparizione lungo il ponte della Libertà e poi a Piazzale Roma, senza necessità di essere trainato».

Per Avm si tratta di un «evento “storico” che ha visto un tram raggiungere il centro storico di Venezia per la prima volta. Già a partire dalla prossima settimana, verranno replicate le prove di viaggio elettrificato alla velocità normale, che prevede i 50 chilometri orari a Mestre centro, come già oggi sulla linea in funzione dal 2010, e i 70 chilometri orari sul ponte della Libertà».

Riguardo la coabitazione sulla carreggiata di tram e biciclette, le associazioni dei ciclisti attendono di essere convocate dal commissario Zappalorto per esprimere tutte le loro preoccupazioni. E nel frattempo Stifanelli conferma che il ventunesimo tram è stato già prenotato alla Lohr, approfittando del contributo regionale da 1 milione e 800 mila euro arrivato dalla giunta Zaia e destinato proprio al potenziamento del sistema tram a Venezia.

Altra conferma è la richiesta da parte di Pmv alla Lohr, costruttrice del tram, di valutare in un progetto come prevedere di ospitare oltre ai passeggeri anche le biciclette, come propongono proprio le associazioni per evitare i prossimi difficili mesi con una pista che arriva tardi e senza un collegamento a Mestre sicuro. Proprio il ventunesimo tram potrebbe aprire le porte alle bici, se il progetto che verrà elaborato dalla Lohr (a pagamento per le casse di Pmv e Comune) verrà successivamente autorizzato dalla commissione ministeriale che ha l’ultima parola anche sul prossimo pre esercizio delle corse per Venezia, atteso nei prossimi due mesi.

Mitia Chiarin

 

Nuova iniziativa dopo la richiesta di un incontro urgente a Zappalorto

Corteo lungo il ponte il 21 marzo

Prossimo appuntamento dei ciclisti veneziani sarà quello di sabato 21 marzo quando al mattino verrà organizzato dalle varie associazioni delle due ruote di centro storico e terraferma un corteo di biciclette che intende percorrere tutto il Ponte della Libertà per «chiedere una soluzione al collegamento ciclabile mancante».

Federazione degli amici della bicicletta di Mestre con le associazioni Rosso Veneziano, Pedale Veneziano, associazione La Salsola, Arte in Bici, il gruppo di camminatori del Nordic Walking Mestre, S.C. Favaro Veneto, Amici delle Arti, Legambiente, Unione Ciclisti Lido di Venezia, Associazione Sportiva Venezia Triathlon ed Ecoistituto del Veneto si sono alleati per richiedere un incontro urgente al commissario Zappalorto e valutare correttivi immediati al «pericolo che si verrà a creare con l’entrata in servizio del tram».

«Ci preoccupa il rischio che si debba impedire a decine di migliaia di persone, tra cui una buona parte di turisti stranieri, di muoversi a piedi o in bicicletta tra Venezia e il suo litorale e la terraferma», hanno spiegato le associazioni nella lettera a Zappalorto.

«Ancor più preoccupante sarebbe poi doversi rammaricare per danni alle persone causati da eventuali incidenti lungo il percorso. A ciò va aggiunto il danno economico che si verrebbe a creare per Actv con il mancato introito dei passaggi verso il Lido, calcolabile in decine di migliaia di euro, e per gli operatori del settore turistico». E infatti alla protesta hanno partecipato anche vari tour operator che propongono anche escursioni in bici, dal Lido a Pellestrina, partendo dalla terraferma.

(m.ch.)

 

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