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Due moniti al Governo: valutare gli effetti ambientali dello scavo, allarme per il taglio dei fondi per il funzionamento

Altolà allo scavo del canale Contorta-Sant’Angelo come percorso alternativo al passaggio delle grandi navi dal Bacino di San Marco, senza prima valutare a breve e lungo termine le conseguenze che l’intervento potrebbe avere sull’idrodinamica laguna.

L’invito al Governo italiano non arriva da uno dei comitati ambientalisti che da tempo si battono contro l’intervento sostenuto dall’Autorità portuale di Venezia e che ora è all’esame della Commissione nazionale per la Valutazione d’impatto ambientale.

A esprimersi così – con una Raccomandazione inviata al Governo italiano – sono i comitati privati internazionali per la Salvaguardia di Venezia, che da quasi cinquant’anni sostengono economicamente interventi di restauro sul patrimonio storico-artistico cittadino e che ieri si sono riuniti a Palazzo Zorzi – sede dell’Unesco – per la loro tradizionale Assemblea annuale, presenti tra l’altro, per la loro prima uscita pubblica, i nuovi dirigenti periferici del Ministero dei Beni culturali: la nuova Soprintendente alle Beni Arti e al Paesaggio di Venezia Emanuela Carpani, il nuovo segretario regionale ai Beni culturali Erilde Terenzoni e il nuovo direttore del polo museale regionale Daniele Ferrara.

Nella riunione sono state elaborate le due Raccomandazioni: quella sullo scavo del Contorta e quella sull’allarme per la sopravvivenza dell’Ufficio Unesco di Venezia, di cui riferiamo di seguito.

«A 40 dallo scavo del Canale dei Petroli – recita la Raccomandazione dei Comitati Privati letta dal presidente Umberto Marcello del Majno – considerato l’impatto che esso ha avuto sulla laguna circostante, desta preoccupazione il fatti che la decisione di un progetto importante, ossia lo scavo del Canale Contorta, possa essere presa senza uno studio delle conseguenze sull’idrodinamica della laguna e in particolare della zona più prossima a Venezia. Si raccomanda che la progettazione di opere in laguna sia fatta valutando scientificamente le conseguenze a breve e a lungo termine».

«Non sta a noi esprimere un giudizio sul progetto dello scavo del Contorta-Sant’Angelo», ha spiegato del Majno, «ma è una questione di buon senso. Non si può dare il via libera a un intervento di questa portata senza prima valutarne esattamente le conseguenze sull’ecosistema lagunare». L’altra Raccomandazione è un allarme per l’annunciato dimezzamento da parte del Governo italiano dei fondi all’Unesco che potrebbe portare a «un drastico ridimensionamento dell’Ufficio Unesco di Venezia».

«Si ricorda», scrivono i Comitati, «che la collaborazione Unesco – Comitati Privati Internaziomali per la Salvaguardia di Venezia ha portato, nel corso di quasi 50 anni, al compimento di 717 restauri. Si raccomanda che l’Ufficio Unesco di Venezia possa continuare la collaborazione con i Comitati per non compromettere iniziative che, finanziate da privati, sono risultate essenziali per la sopravvivenza del patrimonio storico, artistico e culturale pubblico di Venezia».

All’assemblea pubblica di ieri c’era il Delegato Patriarcale per i Beni Culturali ecclesiastici, monsignor Antonio Meneguolo che ha parlato per quello trascorso di “annus horribilis” per la città, «in cui forze estranee al bello e al giusto hanno oscurato quello splendore tutelato dai Comitati privati») ma non era presente alcun rappresentante del Comune di Venezia. Un segno dei tempi e del momento.

Enrico Tantucci

 

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