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Sviluppo aeroportuale all’esame della commissione: Enac e a Save hanno circa un mese di tempo per integrare la documentazione con nuovi rilievi su rumore, inquinamento e stato delle acque

TESSERA – La documentazione è insufficiente, chiarimenti e integrazioni sono chieste dalla commissione del Ministero dell’Ambiente impegnata nella valutazione di impatto ambientale presentata da Enac per il Masterplan di Save, il grande piano di sviluppo dello scalo aeroportuale che prevede entro il 2021 l’investimento di 630 milioni di euro (13 milioni il valore delle opere di mitigazione previste per il territorio di Tessera).

La direzione generale per le valutazioni e autorizzazioni ambientali del Ministero dell’Ambiente ha inviato all’Enac e per conoscenza a tutti gli altri enti interessati (dalla Save di Enrico Marchi al Ministero dei trasporti e a quello dei beni culturali, a Regione, Comune e Provincia) la richiesta di integrare con tutta una serie di approfondimenti la relazione inviata alla commissione sul Masterplan. Tempo per rispondere: 45 giorni, che decorrono dal 16 marzo, data dell’invio della richiesta all’Enac. Dunque poco più di un mese.

Tante le integrazioni richieste: dal piano morfologico della laguna di Venezia ai dati dell’aria delle centraline registrati nel 2014; dai dati sui corpi idrici della laguna, comprese le acque nere agli eventuali impatti sulla qualità dell’acqua. Dai dati sui tre ettari di imbonimento della barena, previsti dal piano, agli accertamenti sulla presenza di una specie come la Salicornia veneta (tipica della barena) e altre specie.

Altri accertamenti riguardano il rumore e le vibrazioni, tema molto caro a cittadini e comitati. Richieste analisi che devono comprendere oltre a Tessera e la Triestina pure i Comuni di Marcon e Quarto d’Altino e gli edifici «presenti nelle fasce di pertinenza delle infrastrutture stradali interessate dal traffico indotto dall’aeroporto».

Al proponente, ovvero Save, si chiede di sviluppare uno studio di incidenza ambientale «che si autosostenti al fine di dimostrare la compatibilità del progetto con le finalità conservative dei singoli siti e del sistema ambientale», si legge nella lettera, con dettagli per ciascun sito «e non complessiva, come già presente nella documentazione trasmessa», prevedendo informazioni su cantierizzazioni, perimetrazioni, carte degli habitat di interesse comunitario, analisi delle incidenze e specie, opere di mitigazioni e possibili alternative di progetto e opere di compensazione. E va valutato oltre all’aumento di traffico veicolare e moto ondoso, anche l’aumento di inquinamento dell’aria. Se non arriveranno le integrazioni «la commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale- Via e Vas prenderà atto della insufficienza della documentazione fornita affinché venga resa una compiuta valutazione».

Integrazioni che vanno annunciate anche con un avviso sui quotidiani.

Mitia Chiarin

 

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