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Gazzettino – Venezia. Pista ciclabile, sprint dal Prefetto.

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

31

mar

2015

IL CASO DEL PERCORSO SUL PONTE DELLA LIBERTA’

E adesso tocca al Prefetto cercare di raffreddare la patata bollente della pista ciclabile sul ponte della Libertà. I ciclisti di sicuro non mollano e mentre le associazioni hanno avuto il mandato di continuare con manifestazioni di protesta di ogni tipo – dai flashmob alle biciclettate davanti al tram in corsa – ecco la richiesta di incontro con il Prefetto, Domenico Cuttaia, al quale le associazioni di ciclisti porranno il tema della sicurezza sul ponte della Libertà.

Un tema “prefettizio” che nasce dal fatto che fra un po’ non sarà più possibile – fisicamente – raggiungere Venezia in bicicletta. L’impedimento alla mobilità di fatto si configura come un reato e il Prefetto può essere chiamato a mettere in atto tutti gli accorgimenti perchè i cittadini ciclisti siano posti nelle condizioni di poter usufruire liberamente di un pezzetto di territorio. La questione è meno campata in aria di quel che si pensi, dal punto di vista giuridico, dal momento che, se entrasse in funzione il tram domani mattina, i ciclisti si troverebbero nelle condizioni di non poter utilizzare nè il ponte della Libertà nè la pista ciclabile sul ponte della Libertà, che non è ancora finita. E siccome il diritto alla mobilità – la libertà di circolazione – è sancito dalla Costituzione italiana e previsto da tutte le normative europee, il Comune di Venezia potrebbe trovarsi nei guai.

Prima dell’intervento del Comune, infatti, a Venezia si riusciva ad andare in bici mentre dopo l’intervento per la realizzazione della pista ciclabile, non ci si riesce più. Come la mettiamo? Chi deve essere chiamato a rispondere di un progetto che di fatto limita al possibilità di spostarsi in bici?

In ogni caso anche l’intervento del Prefetto serve a tener alta la tensione e a costringere il Comune ad affrontare il problema. Che non è di poco conto visto che nei sei mesi “caldi” sul ponte della Libertà passano circa 25 mila ciclisti. Ci sono periodi, in estate, che dal Tronchetto partono infatti battelli pieni solo di ciclisti. Certo l’ipotesi di far salire le bici in tram non può funzionare e dunque, se si vuole far passare le biciclette sul cavalcavia di San Giuliano, l’unica possibilità è quella del semaforo a tempo. Se la frequenza delle corse per Venezia è di 10 minuti infatti, c’è tutto il tempo per un esercito di bici di passare sul cavalcavia e raggiungere la pista ciclabile – sempre ammesso che per il 1. di giugno sia finita. Ma è chiaro che da questo momento in poi è corsa contro il tempo perchè il tram dovrebbe essere pronto a correre verso Venezia il 1. giugno. Esattamente in coincidenza con le grandi transumanze di ciclisti da Mestre verso il Lido di Venezia via ponte della Libertà.

 

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