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Il Passante ha l’uscita “Martellago Scorzè” con enormi costi di terreno e denaro. Le critiche dei sindaci

I COMITATI – “Scelta la soluzione più costosa. Chi ci guadagna?”

MARTELLAGO – Hanno fatto sentire la loro voce da lontano, gridando «Vergogna, vergogna» al momento del taglio del nastro. «Opzione zero», «No grandi Navi», «No Orte-Mestre» e comitato «Pro complanare» hanno protestato già prima di mezzogiorno davanti alla grande opera che molti qui hanno contestato.

«Grandi opere. Zaia come le tre scimmiette: non vedo, non sento, non parlo», «Romea commerciale, no Orte-Mestre, Anas killer», «Doppio casello uguale doppio spreco di denaro, di suolo agricolo, di progettazione. Chi ci guadagna?» e «100 ettari di suolo agricolo deturpati dalla nuova strada. Valeva la pena?» erano solo alcuni degli striscioni srotolati dai manifestanti, giunti anche da fuori comune.

«Avevamo proposto soluzioni meno impattanti», spiega dati alla mano Mattia Donadel, di Opzione Zero, «mentre qui si cerca sempre quella più costosa. Risultato: abbiamo altri 70 milioni di euro e tanta terra che se ne vanno».

Dello stesso avviso anche Tommaso Cacciari di «No grandi navi». «Siamo davanti a una scelta di sistema da cambiare», spiega, «perché queste grandi opere non portano lavoro e ricchezza. Poi vediamo com’è andata finire con il Mose».

(a.rag.)

MARTELLAGO – Nel suo piccolo rimarrà nella storia: Maria Francesca Giraldo, 33enne di Dolo, è stata la prima automobilista a transitare per il neonato casello Martellago-Scorzè del Passante. Lo ha fatto alle 12.53 di ieri, sei minuti dopo che il parroco di Scorzè, don Massimo Gallina, lo aveva benedetto.

Un taglio del nastro vissuto tra le assenze “strategiche” del presidente della Regione Luca Zaia e del condirettore generale di Anas Stefano Granati e le presenze dei comitati della zona come «Opzione zero», «No Orte-Mestre», «No grandi navi» e «Pro complanare».

Slogan e striscioni lungo il fiume Dese ma nessun problema, con polizia e carabinieri a garantire la sicurezza.

A che prezzo il progresso? Il sindaco di Scorzè Giovanni Battista Mestriner ha spiegato cosa significasse per il territorio quel punto. «I campi distrutti, il silenzio rotto, e l’ambiente compromesso», ricorda, «e abbiamo di nuovo messo in gioco una delle cose più importante che abbiamo: la nostra terra. Per noi di cultura contadina, non è solo luogo di lavoro o di residenza, è identità: noi siamo la nostra terra e la nostra terra fa parte di noi. Ciononostante, ancora una volta, come abbiamo continuato a fare negli ultimi 70 anni, in nome della difesa del progresso e delle opportunità economiche e relazionali, siamo stati disponibili come società a metterla a disposizione. Non dimenticatevene mai, perché i minori costi di trasporto, le opportunità date alle realtà produttive non sono solo il giusto riconoscimento per i vostri meriti ma è anche frutto del sacrificio di molti. Mi auguro che quest’opera possa davvero contribuire al progresso economico e culturale della nostra terra».

Barbiero punta sulle aree verdi. «Quest’anno», spiega, «il tradizionale “Un albero per ogni nato” è stato fatto proprio a fianco dell’autostrada. In estate vorremmo fare dei percorsi musicali e teatrali per sfruttare e far conoscere questo aspetto del nostro territorio».

Casello. Per il presidente di Cav Tiziano Bembo, la spesa è stata di oltre 51 milioni di euro per cercare di ridurre l’impatto ambientale. «Attorno abbiamo piste ciclabili e aree verdi» osserva «e a chi protesta dico che è legittimato a farlo, il Passante ha lasciato aperta una ferita ma, come da statuto, i nostri utili di bilancio andranno per le nuove opere del territorio da decidere con la Regione».

Alessandro Ragazzo

 

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