Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui

VENEZIA – Mose, si chiude con un patteggiamento anche la vicenda giudiziaria di Andrea Rismondo. Il biologo veneziano, residente a Preganziol (Treviso), era finito nel ciclone dell’inchiesta per due distinte accuse di corruzione e finanziamento illecito dei partiti.

Ieri mattina, davanti al gip lagunare Vicinanza, ha patteggiato un anno, nove mesi e 20 giorni con confisca di 82mila euro.

Rismondo si era accordato con i magistrati della Procura di Venezia già nel gennaio scorso. Il suo nome era spuntato fuori dalle indagini della Guardia di finanza sul sistema Mose in seguito ad accertamenti sui soldi arrivati illecitamente al Magistrato alle acque.

Secondo l’accusa il professionista, quale legale rappresentante della “Selc sc” di Marghera, avrebbe versato direttamente al Magistrato alle acque fondi per evitare i controlli.

La seconda accusa era quella di aver illecitamente finanziato l’esponente del Partito democratico Giampietro Marchese nel 2010.

«Ci teniamo a ribadire – spiega l’avvocato Andrea Franco che ha seguito la vicenda in collaborazione con la collega Alessandra Stèfano – che il sistema era tale per cui più che di corruzione il mio assistito era un concusso».

L’avvocato Franco precisa inoltre che la somma confiscata, pari a 82 mila euro tecnicamente considerata come il prezzo del reato, è stata versata al fondo unico della giustizia.

G.P.B.

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui