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Il nuovo piano di assetto idrogeologico del Bacino Scolante della laguna

Predisposto dalla Regione, che ha da poco aggiornato quello sugli inquinanti

VENEZIA – Individua le aree lagunari a rischio di inondazioni e di dissesto il nuovo Piano di Assetto Idrogeologico del Bacino Scolante della laguna di Venezia che è stato adottato dalla Regione, perimetrando le aree più vulnerabili sulle basi delle condizioni del terreno.

È istituita al di fuori dei centri abitati una fascia di tutela idraulica larga 10 metri dalla sponda di fiumi, laghi, stagni e lagune.

Proposti in particolare interventi per un totale di 72 milioni di euro, di cui circa 2 milioni e 800 mila riguardano la difesa della fascia costiera e circa 30 milioni di euro per interventi sulla rete idraulica di bonifica e di scolo meccanico.

Un’altra «fetta» consistente di opere – per oltre 23 milioni di euro – è prevista per interventi sulle aste fluviali per il ripristino dell’assetto morfologico e l’eliminazione degli stati di criticità degli argini. Numerosi interventi sono previsti sui fiumi che poi sversano in laguna. Tra di essi – per 4 milioni e mezzo di euro – la costruzione di opere di invaso per la riduzione dei picchi di piena da realizzarsi lungo l’alto bacino del fiume Marzenego.

Analogo intervento – ma per un importo di 4 milioni di euro – è previsto per la creazione di invasi nell’alto bacino del fiume Dese. Creazione di invasi per la ruduzione dei picchi di piena sono previsti da realizzare anche nel bacino idrografico dello scolo Lusore, per un importo di 3 milioni e mezzo di euro. Infine, altri 4 milioni saranno stanziati per creare invasi per picchi di piena previsti nel bacino idrografico degli scoli Tergola e Vandura.

La Regione – sulla base dei dati del monitoraggio dell’Arpav, l’Agenzia regionale per l’ambiente – ha da poco aggiornato anche l piano direttore per la prevenzione dell’inquinamento e il risanamento delle acque del bacino scolante, che risaliva al Duemila.

Quel Piano, facendo propri i limiti posti dalla Legge Speciale per Venezia, aveva fissato l’obiettivo di sversare ogni anno in laguna un carico massimo di 3 mila tonnellate di azoto e 300 di fosforo.

Ebbene se il carico di fosforo nei dieci anni successivi e fino ad oggi ha più o meno centrato l’obiettivo, il carico di azoto è stati ben 5 mila tonnellate all’anno, con una punta di 7300 toccate nel 2010.

Il monitoraggio ha messo in evidenza che a portare l’azoto sono i corsi d’acqua e i canali agricoli che scaricano in laguna. Dal monitoraggio compiuto dall’Arpav nel triennio 2010-2012 è emerso che i parametri particolarmente critici sono l’azoto ammoniacale e a seguire l’azoto nitrico e il fosforo.

(e.t.)

 

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