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Il ministro ha confermato l’impegno. Nuovo appalto da 33 milioni di euro per le dighe mobili

Dopo i ritardi – anche per la mancanza delle risorse necessario – che hanno comportato, di fatto, lo slittamento al 2018 del completamento del Mose, il Consorzio Venezia Nuova – forte anche delle rassicurazioni scaturite dall’ultimo vertice dei commissari con il nuovo ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio e della nomina di un terzo commissario, Giuseppe Fiengo che si occuperà di velocizzare la parte burocratica degli appalti e dell’utilizzo dei finanziamenti – ha ripreso a bandire nuove gara d’appalto per la prosecuzione dei lavori.

«Il Mose è assolutamente da finire. È un’opera importante per la tutela di Venezia quindi c’è assolutamente l’impegno del governo», ha dichiarato del resto anche ieri il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti a margine dell’inaugurazione di Aquae, evento collaterale a Expo 2015 a Venezia.

L’ultimo appalto – per il quale la presentazione delle offerte di gara è stato posticipato al 12 giugno – riguarda l’affidamento per la fornitura e l’installazione del sistema elettrico di potenza del sistema di dighe mobili alle bocche di porto di Lido, Malamocco e Chioggia, che sarà installato nella bocca di Lido e che sarà esteso poi fino alle sale di controllo del funzionamento del Mose che saranno invece collocate all’Arsenale.

Un appalto complesso, dal valore elevato, di 33 milioni e 650 mila euro, di cui quasi 23 milioni per le forniture hardware del nuovo sistema automatizzato. Come già annunciato dal direttore del Consorzio Venezia Nuova Hermes Redi, altre gare d’appalto dovrebbero iniziare a essere bandite da giugno, proprio di fromìnte alla garanzie governative sulla ripresa regolare del flusso dei finanziamenti.

La riunione del Cipe a Palazzo Chigi, diversi mesi fa, aveva dato il via libera all’ultima tranche di lavori contrattualizzati, per un importo di oltre 1,2 miliardi di euro. L’opera ha ormai con uno stato dei lavori avanzato per oltre l’85 per cento. Altri 221 milioni sono stanziati più di recente per il Mose.

Il Def (Documento economico finanziario) prevede la somma residua necessaria al Consorzio Venezia Nuova per completare la grande opera. Adesso il Consorzio ha disponibili in teoria tutte le risorse necessarie a completare le dighe mobili: cinque miliardi e 400 milioni di euro.

Quasi completata la schiera delle 39 paratoie che saranno installate alla bocca di Lido, dove sono state anche fatte le prime prove di sollevamento. In corso quelle per la bocca di Malamocco (20), dove è prevista una conca di navigazione – già insufficiente a far entrare le navi di ultima generazione – e di Chioggia (18).

 

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