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Sabato corteo cittadino

VENEZIA «Liberiamoci da mafia e corruzione. Basta con le grandi opere: l’unica grande opera che vogliamo è il diritto alla casa e al lavoro». Sono già una cinquantina le associazioni e le organizzazioni politiche che hanno aderito alla manifestazione contro le grandi opere e le grandi navi dentro la laguna.

Appuntamento per sabato 9 maggio in campo Santa Margherita, poi corteo fino a campo Sant’Angelo dove ci saranno dibattiti e concerti.

Riprende fiato la polemica del Comitato «No Grandi Navi» e di Ambiente Venezia contro la presenza delle navi da crociera in laguna.

«Ci sono alternative praticabili, vogliamo dire basta», ripete il portavoce Luciano Mazzolin.

Tommaso Cacciari assicura che sarà una manifestazione tranquilla con larghissima partecipazione.

Non ci sono soltanto i comitati, ma associazioni per la difesa del territorio come Italia Nostra, Wwf, Lipu, LegaAmbiente, ma anche i Cobas, Beati i costruttori di pace, Centri sociali e Medicina Democratica. Ma anche i circoli veneziani del Pd, Sel, la Sinistra, i verdi e il Movimento Cinquestelle, VeneziaCambia e Venezia 2020.

Una grande manifestazione che secondo i promotori deve rilanciare il tema delle grandi navi fuori della laguna.

Domenica mattina al teatro Toniolo tre esponenti dei comitati hanno consegnato al premier Renzi, venuto in laguna per inaugurare il padiglione Aquae dell’Expo e per sostenere la candidatura a sindaco di Felice Casson, 70 mile firme raccolte su Internet.

Una battaglia che per i comitati va avanti da anni. Culminata nella manifestazione del 2012 quando ci furono denunce per il famoso «tuffo» nel canale della Giudecca al passaggio delle grandi navi. Denunciano anche l’inquinamento perché le navi tengono i motori accesi anche quando sono ferme in banchina. Anche ieri si vedeva uscire dai camini un fumo nero. Il progetto di cold ironing, cioè l’alimentazione da terra che dovrebbe consentire di spegnere i motori e ridurre l’inquinamento, non è ancora partito. Ci vogliono investimenti importanti. E prima di farli, Vtp vuole sapere «quale sarà il futuro della Marittima».

(a.v.)

 

Brugnaro vuole il vittorio emanuele, Casson il lido

«No al Contorta». Candidati sindaci (quasi) unanimi

VENEZIA – Sì alle crociere, no allo scavo del Contorta. I candidati sindaci sono in buona parte contrari al nuovo canale in mezzo alla laguna. E tutti molto critici sulla presenza delle navi a San Marco. Un tema che nessuno, nemmeno gli operatori portuali, ormai mette in discussione. Il problema è come realizzare in tempi rapidi un’alternativa.

«Nessuno vuole andare contro la crocieristica», dice Felice Casson, candidato sindaco del centrosinistra, «ma noi siamo contrari allo scavo di un canale distruttivo. Esistono alternative pronte come il Lido che possono dare anche nuovi posti di lavoro».

Per mantenere le navi in Marittima ma senza scavare il Contorta si schiera Luigi Brugnaro, candidato del centrodestra. «Quando ero presidente di Confindustria avevo proposto di fare arrivare le grandi navi attraverso le Tresse e il Vittorio Emanuele», dice, «ma la Marittima deve restare».

Favorevole alle grandi navi Francesca Zaccariotto, che vuole mantenere l’industria croceristica in laguna.

Per allontanarle dalla laguna e costruire un nuovo terminal si schiera invece Davide Scano, avvocato candidato sindaco per il Movimento Cinquestelle.

Prudente Gian Angelo Bellati, candidato della Lega, mentre il suo capolista Marco Sitran, del Movimento per la separazione di Venezia da Mestre, si è sempre schierato contro le navi in Bacino.

(a.v.)

 

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