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«Questa volta gli slogan li lanciamo noi». È così che Confesercenti Venezia vuole invertire le parti, candidandosi a sindaco della città. Una candidatura simbolica, ovviamente, visto che gli aspiranti sindaci non mancano. Ma con tanto di programma elettorale, che l’associazione degli esercenti ha scelto di riassumere in brevi ed efficaci slogan.

«E adesso saremo noi a incontrare tutti i candidati sindaci per proporre le nostre semplici idee per costruire il futuro della città» spiega Francesco Mattiazzo, presidente di Confesercenti Venezia – perché stiamo vivendo un momento difficile, gli esercenti non ce la fanno più e i negozi continuano a chiudere”.

E ovviamente il programma di Confesercenti, composto da sette punti, è dedicato a loro. I candidati sono stati invitati per venerdì 8 maggio dalle 11 alle 12 al gazebo in Piazza Ferretto, dove ci sarà un primo confronto su questi temi, aperto ai commercianti e a tutti i cittadini.

Hanno già confermato la presenza Casson, Brugnaro, Scano e Bellati. Zaccariotto invece parteciperà all’appuntamento di Marghera in programma per mercoledì prossimo.

Un’altra giornata in piazza con gazebo e manifesti, è organizzata per martedì 12 a Favaro davanti al municipio.

La ricetta di Confesercenti partirà quindi dallo slogan «meno tasse», che non ha bisogno di spiegazioni, per continuare con «più vitalità al commercio», «una città più bella», «meno burocrazia», «più sicurezza» e finire con lo «stop ai centri commerciali» e un sì «alla politica onesta».

E su questi sette punti Confesercenti raccoglierà i voti simbolici dei veneziani.

«Non c’è niente di nuovo e tutti sanno benissimo cosa deve fare un Comune per rendere il commercio più vitale» afferma Maurizio Franceschi, direttore di Confesercenti Venezia.

«Tra i temi – aggiunge – abbiamo inserito anche quello dei centri commerciali. I licenziamenti di Auchan, infatti, dimostrano che quel sistema è solo una grande bolla di sapone».

Ai candidati, quindi, chiederanno poche cose. «Ma ci aspetteremo delle risposte precise – aggiunge Franceschi -. E ci dovranno dire che cosa pensano di fare, perché di idee ce ne sono molte ma poi manca la concretezza. Ogni spunto è legato all’altro, perché la tassazione è legata al commercio che è a sua volta collegato alla sicurezza dei cittadini».

«Noi abbiamo preparato gli slogan e abbiamo le idee chiare – conclude il vice direttore Michele Lacchin -. Ora tocca ai candidati dirci che cosa vogliono farne».

 

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