Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui

CONSIGLIO DI STATO

Rifiuti pericolosi, via libera al revamping

Il Consiglio di Stato annulla la sentenza del Tar che aveva accolto il ricorso del Comune contro il progetto di “revamping”

MARGHERA – Via libera del Consiglio di Stato al “revamping” dell’impianto i trattamento di rifiuti pericolosi di Alles spa che era stato bocciato dal Tar – su ricorso presentato dal Comune di Venezia – che sospendendo gli effetti della delibera di autorizzazione concessa dalla Commissione regionale per la Valutazione dell’impatto ambientale (Via), nonostante il parere contrario votato all’unanimità in Consiglio regionale, nel Consiglio comunale di Venezia e quello della Provincia.

La sentenza pubblicata ieri, accoglie il ricorso presentato da Alles contro la sentenza del Tar Veneto del 10 luglio 2014 che aveva negato all’azienda del Gruppo Mantovani l’autorizzazione al potenziamento delle quantità e delle tipologie di rifiuti da trattare. I giudici del Tribunale amministrativo regionale (Tar) avevano riconosciuto «la fondatezza» del ricorso del Comune contro l’autorizzazione data ad Alles dalla Giunta regionale di Luca Zaia, sostenendo che «le modifiche progettate dal “revamping” prefigurano un diverso impianto che tratterà tipologie di rifiuti diverse da quelle già autorizzate, con l’utilizzo di differenti tecnologie e nuovi impianti ancora da realizzare».

Per il Tar il progetto di Alles ricade nell’area del Sito di Interesse Nazionale di Porto Marghera che deve ottenere anche l’assenso del ministero dell’Ambiente che aveva già diffidato Alles spa dal realizzare interventi che interferiscano con le matrici ambientali fino all’approvazione del progetto di bonifica, che non è ancora avvenuto».

Ma la sentenza della Quinta Sezione del Consiglio di Stato, ora ribalta e annulla quella del Tar , sostenendo che il progetto di “revamping” non configura l’utilizzo di un nuovo impianto e non necessita di nuove autorizzazioni, in quanto l’impianto di Alles attivo dal 1996 era già stato oggetto di una autorizzazione della Giunta regionale che consente di aumentare le quantità di rifiuti pericolosi trattate, smaltite e stoccate, consentendo di ampliare i Codici Cer di classificazione delle sostanze e dei rifiuti trattati di circa 4 volte le tipologie prime ammesse per il trattamento.

Sulla decisione del Consiglio di Stato, l’ex assessore alle Politiche Ambientali, Gianfranco Bettin ha dichiarato: «Il rammarico per questa sentenza che rappresenta una forzatura sconcertante ed è appena mitigato dal fatto che considera il progetto come relativo a un impianto già esistente e dunque circoscrive la questione alla mera richiesta di Alles e sembra perciò non aprire la strada a impianti nuovi. La mobilitazione deve, co0munque, continuare e le nuove amministrazioni comunale e regionale dovranno fare definitiva chiarezza, in favore, si spera, di una Porto Marghera moderna e sostenibile, non destinata a essere la pattumiera universale di rifiuti tossici e nocivi evocata dalle scelte della Regione in questi anni».

 

La Municipalità protesta

«Colpa del governatore Zaia per lui siamo una pattumiera»

MARGHERA «Questa sentenza, purtroppo fa il gioco del Gruppo Mantovani – commenta a caldo il presidente uscente della Municipalità di Marghera, Flavio Dal Corso – è in sintonia con la Giunta di Luca Zaia che aveva approvato il revamping di Alles accogliendo la richiesta della società dell’azienda del Gruppo Mantovani di potenziare la sua piattaforma per il trattamento di fanghi e rifiuti contenenti anche sostanze tossico-nocive e al potenziamento dell’impianto di ricondizionamento di rifiuti speciali anche pericolosi».

«Il progetto di Alles – ricorda Dal Corso – è stato fortemente contrastato dalla Municipalità di Marghera in rappresentanza della comunità locale, oltre che dal Comune di Venezia, dalla Provincia, dal comune di Mira e dal Consiglio Regionale del Veneto che impegnava la Giunta regionale a revocare la delibera di autorizzazione. La Giunta di Zaia, invece, ha continuato a difendere in ogni grado di giudizio la sua delibera di autorizzazione all’azienda del Gruppo Mantovani, evidentemente per riaffermare Porto Marghera come polo di d’attrazione per tutte le attività pericolose e inquinanti, compreso lo stoccaggio, il trattamento e lo smaltimento di rifiuti civili e industriali, speciali, pericolosi e tossico-nocivi da tutto il Veneto e oltre».

«Per noi – conclude il presidente Dal Corso – Marghera deve essere un’area produttiva e non una pericolosa pattumiera. Ci auguriamo che le nuova amministrazione regionale cambi atteggiamento, vista la grave compromissione di molti suoi esponenti nello scandalo Mose per assicurare un futuro migliore e con attività ambientalmente compatibili con il nostro territorio già martoriato per anni con discariche e produzioni tossiche».

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui