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Due striscioni e un volantinaggio. Questi i mezzi usati, ieri mattina, dai rappresentanti dell’assemblea permanente dei cittadini contro il pericolo chimico e dal comitato Marghera libera e pensante per contestare la decisione del Consiglio di Stato di consentire l’ampliamento dell’impianto di trattamento di rifiuti Alles. Un via libera passato attraverso l’annullamento della sentenza del Tar che, lo scorso luglio, aveva annullato la delibera regionale di autorizzazione al “revamping”.

Proprio per contestare la volontà di trasformare la zona industriale in un polo di trattamento di rifiuti pericolosi provenienti da tutto il Veneto, le due associazioni e una rappresentanza di amministratori della Municipalità – il presidente Dal Corso e il delegato Silotto – ieri hanno organizzato una protesta consegnando volantini al mercato per ribadire che il via libera al potenziamento è una «forzatura rispetto al piano regolatore che consente solo di trattare rifiuti prodotti in loco».

Anche Francesca Zaccariotto è intervenuta sul tema: «Marghera non può più essere considerata la pattumiera del Veneto, la sua grande discarica – ha detto – Soprattutto se vogliamo davvero realizzare un percorso di bonifica, di recupero delle aree verdi per restituire l’area ai cittadini».

(g.gim.)

 

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