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Ambiente

TREVISO – (zan) Una colata di cemento ed asfalto si è riversata sulla Marca negli ultimi decenni. Tanto da fare di Treviso la settima provincia più cementificata in Italia, con una percentuale di suolo consumato pari al 12,9 %. A certificarlo è l’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca dell’ambiente, che ha appena pubblicato uno studio sul consumo di suolo nel Belpaese.

Nella terra del Piave e del Montello, il terreno edificato ammonta a quasi 32mila ettari a fronte di 216mila ancora «liberi» (i dati si riferiscono al 2013). In Veneto, un consumo maggiore si registra solo nel Padovano, dove è utilizzato il 15,2% dei terreni. Su scala nazionale, il primato spetta alla Monza – Brianza, con il 34,7% coperto da fabbricati o infrastrutture, seguita da Napoli (29.5) e Milano (26,4).

In Italia, del resto, negli ultimi cinque anni sono stati «bruciati» 55 ettari di suolo al giorno e la quota di terreni edificati è più che raddoppiata dal 1956 (oggi siamo al 6,9). In Veneto la percentuale è addirittura triplicata, fino al 9,9%.

Se ci si limita al solo comune di Treviso, è stato consumato un terzo dello spazio disponibile (32,8). Un valore inferiore, in regione, solo a Padova, ma al di sopra di Verona (23,3%) e Vicenza (27,3%).

«In città dal 2001 al 2011 la popolazione è passata da 80.144 a 81.437 residenti, pari all’1,59% – nota Luigi Calesso, di Impegno Civile -. Il numero delle abitazioni, invece è incrementato di 3.757 unità, pari al 10,48%. La sproporzione è evidente. Si è assistito nel decennio 2002-2011 ad una cementificazione che non ha alcun rapporto con l’incremento della popolazione e le relative necessità abitative».

 

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