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LO SCONTRO SULLE CROCIERE

VENEZIA Candidati sindaci contrari allo scavo del canale Contorta, Casson attacca Costa.

Città sotto pressione. Crociere, la sfida dei due cortei

All’iniziativa dei “no navi” (quasi 3mila nel serpentone) risponde la sfilata via acqua di Brugnaro

NO NAVI – Un lungo serpentone colorato per dire no alle Grandi navi. Una manifestazione pacifica e composta da varie anime quella organizzata ieri dai “No navi” che hanno sfilato da campo Santa Margherita a campo Sant’Angelo. Quasi tremila, per gli organizzatori, i manifestanti che hanno messo in prima fila la necessità di tutelare la laguna.

SI NAVI – Diversa la posizione del candidato del centrodestra, Luigi Brugnaro, che ha sottolineato il bisogno di tutelare il comparto delle crociere. Secondo Luigi Brugnaro è necessario puntare sul canale Vittorio Emanuele.

 

Tremila voci gridano «Fuori le grandi navi»

I manifestanti: «Stop al Contorta, bisogna insistere sull’avamporto del Lido»

Numerose le associazioni e i gruppi che hanno aderito alla pacifica iniziativa

LA PROTESTA – Un lungo corteo colorato ha attraverso la città passando per le Zattere

POLEMICHE – Scontro on line tra Berti (M5S) e il governatore: «Solo promesse». Zaia: «Posizioni talebane»

Un lungo No alle Grandi navi in laguna e al progetto del canale Contorta. I No navi sono tornati a dire la loro, raccogliendo una forte ed articolata adesione alla protesta a difesa della laguna. Quasi tremila persone secondo gli organizzatori (poco più di 1200, invece, secondo la Questura) hanno invaso pacificamente il centro storico con striscioni, musica e bandiere. Studenti, ragazzini, donne, pensionati e tanta gente comune, dopo il raduno in campo Santa Margherita, hanno iniziato un lungo percorso che dopo aver superato i Carmini, le Zattere e il ponte dell’Accademia è approdato in campo Sant’Angelo per il comizio di chiusura. Molti i turisti incuriositi nel vedere il colorato serpentone con le bandiere di chi, da tempo, si oppone alle Grandi navi (meno felici quelli imbottigliati sul ponte dell’Accademia). Non sono mancati i fumogeni colorati.

«Con questa manifestazione – ha detto al microfono Tommaso Cacciari, un po’ l’anima del movimento – vogliamo ricordare che c’è un progetto alternativo che ha ottenuto il via libera della commissione Via: si tratta dell’avamporto del Lido. Non solo è più rapido da realizzare rispetto al canale Contorta, ma sarebbe anche meno costoso. Un progetto, quello del Lido, che garantirebbe l’occupazione». «L’unica grande opera che può servire a questa città – aggiunge Silvio Testa da sempre contrario alle Grandi navi – è una manutenzione costante e ordinaria. E poi bisognerebbe affrontare un ragionamento complessivo sulla portualità tenendo conto sia della crescita del livello del mare che del gigantismo navale».

Ma la manifestazione contro le Grandi navi è stata anche l’occasione per riportare alla luce la necessità di politiche per la casa e a difesa dei lavoratori del Comune. Nel corteo si potevano notare gli striscioni del Pd, del Movimento 5 stelle, di Legambiente, dei Cobas, degli studenti di un altro veneto, e degli alluvionati di Favaro. Diversi i sindacalisti. Consistente anche la pattuglia dei “no”: no alle trivellazioni, no alla Dal Molin e no all’autostrada Orte-Mestre.

«Eravamo partiti in una ventina e non di più – hanno poi aggiunto gli altri manifestanti attaccando le posizioni di Brugnaro – ed ora siano in tantissimi, il Contorta è fuori dai giochi e ci dispiace per Costa».

«Questa è la dimostrazione che c’è un’alternativa per Venezia – ha poi aggiunto Marta – che non è una semplice vetrina dove è facile incassare “in nero”. E questa manifestazione dimostra che la città non è morta».

Da segnalare che Jacopo Berti, candidato 5 stelle per la presidenza della Regione, ha affermato che “Zaia in questi anni ha solo promesso, come al solito. Parole al vento e ora all’inizio della stagione crocieristica non è cambiato nulla». Immediata la replica del governatore. «Non è con posizioni talebane – ha ribattuto Zaia – che si risolvono i problemi».

Gianpaolo Bonzio

 

IL CONFRONTO TRA CANDIDATI Tutti contro il progetto dell’autorità portuale

Casson: «Di Costa non ce ne frega nulla»

Dopo il corteo partito da Santa Margherita, dibattito e festa riusciti a metà in campo Sant’Angelo per i partecipanti alla giornata contro le grandi navi e le grandi opere. Causa la pioggia, che dopo il primo ciclo d’interventi ha cominciato a cadere sempre più insistentemente, costringendo l’organizzazione a coprire in tutta fretta amplificatori e strumenti mentre i più riprendevano la strada di casa. Ciò non ha impedito ai candidati sindaco presenti di prendere la parola, seppur limitandosi a poche battute. Cominciando da Felice Casson della coalizione di centrosinistra, che dopo avere ribadito la sua contrarietà all’ipotesi di scavo del canale Contorta, richiamato la molteplicità di progetti extra-laguna all’esame a Roma e sottolineato che «l’occupazione e la crocieristica vanno comunque tutelate», si è scagliato dal palco contro il presidente dell’Autorità portuale, Paolo Costa, spiegando che «il blocco del suo progetto è la richiesta più moderata, perché la soluzione migliore è che il Contorta non si faccia. E quanto lui dice in materia non è per noi motivo d’interesse. Anzi, non ce ne frega proprio».

A seguire, l’intervento di Davide Scano, candidato sindaco M5S, che ha sollecitato «l’estromissione dalla laguna delle grandi navi incompatibili», ricordando l’impegno assunto nel merito dai pentastellati a livello locale e nazionale. Mentre Giampietro Pizzo di VeneziaCambia 2015, ha posto l’accento «sui poteri limitati del sindaco in rapporto a un Governo sordo», spiegando che a Venezia e non solo «vanno ricostruiti i termini della politica», e che la sua formazione «è nata proprio per questo». Sempre da lui, la richiesta di dimissioni del presidente Costa, «con restituzione dei suoi poteri alla città». Infine Camilla Seibezzi: «Ho sottoscritto il vostro documento per la tutela lagunare, dei livelli occupazionali e contro lo scavo del canale Contorta. Occorre dichiarare insieme e in modo sempre più forte e chiaro: fuori le grandi navi dalla laguna».

Unico aspirante primo cittadino a non prendere la parola, Francesco Mario D’Elia, che ha abbandonato il palco polemizzando sulla priorità data a Casson e ad altri relatori (tra cui l’attrice Ottavia Piccolo), mentre la pioggia già cominciava a cadere. Consegnate a tutti i concorrenti per Ca’ Farsetti le richieste dei manifestanti, sintetizzate dalle due petizioni che «hanno superato le 116mila firme».

Vettor Maria Corsetti

 

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